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Contratto integrativo, UIL-FPL: “Non è che c’è ostilità verso la Provincia?”

Dopo le recenti polemiche in merito all’accordo riferito al contratto integrativo della Provincia, firmato dalla UIL-FPL, il sindacato pone alcune considerazioni:

– contrariamente all’accusa fatta da CGIL FP e CISL FP la nostra Organizzazione Sindacale non ha mai impugnato nessun ricorso davanti il Giudice del Lavoro.

– Per CGIL FP e CISL FP la provvisorietà della quantificazione economica non è sufficiente garanzia del fatto che se dovesse esserci una sentenza favorevole al ricorso le risorse ora congelate dalla Provincia verranno reintegrate nel fondo.

– Come già detto la contrattazione integrativa non tratta solo la parte economica che è specifica della produttività, ma regolamenta e garantisce un’altra serie di prerogative a supporto dei lavoratori; questo contratto prevede le progressioni orizzontali che verranno programmate nel triennio e consentiranno a molti dipendenti di ottenere già nel 2016 questo beneficio, riteniamo importantissima la possibilità, dopo anni di attesa, di poter consolidare in modo permanente questo miglioramento economico, la progressione orizzontale ogni lavoratore la porterà con sé indipendentemente dalle ulteriori vicissitudini che potranno verificarsi in futuro!

A questo punto sorge spontanea una riflessione…..non è che molto probabilmente c’è un clima di ostilità di fondo verso la Provincia?

Come Segretario UIL esprimo perplessità nel leggere il suggerimento posto da alcuni componenti della RSU al Presidente Rossi che lo invitavano a rifiutare la nostra firma sull’accordo.
Per quale motivo? Perché siamo Organizzazione di minoranza? Su quale base qualcuno può criticare il diritto alla rappresentanza della UIL nella voce della categoria? Forse da fastidio che la nostra Organizzazione è considerata dall’Amministrazione della Provincia una valida rappresentanza dei lavoratori?

Da sempre noi della UIL ci battiamo per la difesa di chiunque, a potersi esprimere liberamente anche quando la sua posizione è in minoranza.

Abbiamo sempre evitato egemonie culturali e politiche, lavoriamo valutando tutti gli aspetti del cambiamento, stimolando la partecipazione al dibattito unitario.
Per questi motivi siamo sempre stati e saremo ancora aperti a qualsiasi confronto.

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