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Cgil e Cisl a Matteo Rossi: “Presidente, così non va”

I segretari provinciali di Cgil e Cisl, Bresciani e Piccinini, coi segretari di categoria Brumana e Gatti, stigmatizzano con toni duri in una lettera l'atteggiamento del presidente della Provincia Matteo Rossi sul contratto dei dipendenti di Via Tasso.

I segretari provinciali di Cgil e Cisl, Bresciani e Piccinini, coi segretari di categoria Brumana e Gatti, stigmatizzano con toni duri in una lettera l’atteggiamento del presidente della Provincia Matteo Rossi sul contratto dei dipendenti di Via Tasso.

Ecco la lettera

Il Presidente della Provincia, Matteo Rossi, rovescia il senso delle tanto dichiarate aperture alla partecipazione delle rappresentanze dei lavoratori per far ripartire la nuova Provincia, e quando queste ultime protestano contro gli importanti tagli imposti al contratto integrativo dei dipendenti rimasti in sevizio (120.000 € per il 2015 e oltre 360.000 per il 2016), ordina ai suoi Dirigenti di concludere ad ogni costo la trattativa anche con “un accordo con una sola organizzazione sindacale mediante sottoscrizione separata.

Ecco, allora, che puntuale, in data 29 luglio sopraggiunge la sottoscrizione dell’ipotesi di contratto integrativo, imposta senza alcun margine di trattativa. Siglano l’ipotesi di accordo la Uil e il sindacato autonomo CSA, sigle che in Provincia risultano del tutto minoritarie, sia per il numero degli iscritti che per il consenso ottenuto alle ultime elezioni delle RSU.

Era noto all’Amministrazione Provinciale, del resto, che RSU, FP-CGIL e CISL-FP non avrebbero potuto sottoscrivere quella bozza di accordo, visto che hanno presentato un ricorso al Giudice del Lavoro proprio sugli ennesimi tagli al salario accessorio considerati illegittimi e, coerentemente, non avrebbero potuto condividere senza smentirsi, come invece hanno fatto UIL e CSA, ciò che avevano impugnato davanti al giudice.

Il Presidente della Provincia, peraltro, dovrebbe avere come obiettivo prioritario un progetto per l’ente che sia di sostegno ai Comuni, che affronti con le parti sociali la grave situazione di carenza di personale e di sicurezza in cui stanno operando i dipendenti, ponendosi come obiettivo la qualità dei servizi offerti ai cittadini, il superamento delle condizioni critiche in cui versano strade ed edifici scolastici, il rilancio dei centri per l’impiego da tempo in situazione di emergenza, ecc…

Invece, ciò che sembra perseguire più tenacemente è il tentativo di dividere il sindacato non tenendo in alcun conto né la volontà espressa dai dipendenti in assemblea, né quella della rappresentanza dei lavoratori democraticamente eletta.

Questo atteggiamento del Presidente della Provincia, esprime insofferenza per i corpi sociali intermedi, ed in particolare proprio per il sindacato.

Ora CGIL e CISL, insieme alle categorie FP CGIL e CISL FP, certamente non rifiutano il confronto, conoscono le difficoltà in cui versa la Provincia, ma non accettano strumentalizzazioni e utilizzi distorti delle ragioni di pubblico interesse tali da compromettere ulteriormente gli interessi dei dipendenti, già colpiti negli ultimi anni.

Per questo rivendichiamo con la RSU il rispetto del nostro ruolo di rappresentanza dei lavoratori, anche nei confronti del Presidente della Provincia di Bergamo.

CGIL-G. Bresciani FP CGIL–G. Brumana CISL–F. Piccinini CISL FP–M. Gatti

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