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Stucchi torna sui fondi dal Qatar per la moschea di Bergamo: “Gestiti in modo ambiguo”

Il senatore bergamasco della Lega Nord e presidente del Copasir ha parlato di migranti e terrorismo a “Il Giornale”: tra i temi trattati anche quello dei 5 milioni arrivati dal Qatar per la moschea di Bergamo.

Giacomo Stucchi rilancia sui fondi della Qatar Charity Foundation destinati a Bergamo per la costruzione della moschea: in un’intervista a “Il Giornale” il senatore bergamasco della Lega Nord e presidente del Copasir torna sulla questione oggetto anche di un’indagine gestita dalla Pm Carmen Pugliese e chiusasi alla fine di luglio con l’accusa di “truffa aggravata” a carico di Imad El Joulani, già presidente del Centro culturale islamico di via Cenisio e padre dell’Associazione Comunità islamica di Bergamo.

Stucchi ha ribadito di aver presentato un’interrogazione per i 5 milioni elargiti dalla Qatar Charity Foundation e “gestiti in modo molto ambiguo”: ai tempi il senatore leghista si era detto molto preoccupato dall’origine dei fondi, ricordando l’accostamento dell’associazione con alcuni esponenti dell’Islam più radicale e il riconoscimento del governo Usa “come uno dei soggetti finanziatori di al-Quaeda e di Osama Bin Laden”.

Un caso che oggi verrebbe affidato al Gift della Guardia di Finanza, il Gruppo Investigativo sul Finanziamento al Terrorismo, che aiuta nell’attività di intelligence sui flussi di denaro in arrivo dall’estero.

In merito al tema del terrorismo Stucchi dichiara soddisfatto che grazie al lavoro del comparto sicurezza al momento non ci sono segnalazioni specifiche di soggetti con intenzioni ostili penetrati nel nostro Paese sfruttando i flussi migratori: in ogni caso, però, il presidente del Copasir dissente con le modalità adottate dal Governo per l’accoglienza, ritenendo sbagliato accogliere tutti sul territorio nazionale.

“Bisogna – ha spiegato a Il Giornale – rifarsi all’Onu, aiutare i veri profughi e rifugiati, non i migranti economici, che poi diventa un modo elegante per definire i clandestini”.

Su quanti siano, effettivamente, i migranti presenti oggi in Italia Stucchi ammette di non essere in grado di fare una stima reale: “La prima cosa che fanno è domanda di protezione umanitaria, che coi tempi delle commissioni e dell’appello garantisce di restare assistiti per circa 4 anni. E questo vuol dire qualche decina di migliaia di euro, circa 40mila euro a testa”.

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