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Dyrish, tra rock e black metal: “Fare un disco costa, noi registriamo in poche ore” foto video

Continua il viaggio di Bergamonews tra i sogni, le gioie e i dolori delle band studentesche e dei giovani artisti di Bergamo che si dedicano alla musica. Dopo Alessia Gerardi e Dario Pellegrini, tocca ora a un gruppo: i Dyrish.

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Continua il viaggio di Bergamonews tra i sogni, le gioie e i dolori delle band studentesche e dei giovani artisti di Bergamo che si dedicano alla musica (leggi). Dopo Alessia Gerardi (leggi) e Dario Pellegrini (leggi), tocca ora a un gruppo: i Dyrish.

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Irriverenti e appassionati: tra i Dyrish c’è di tutto e di più, anche nel loro nome. “Quando ho formato il gruppo – spiega Simone, il chitarrista – ero solo con la cantante. Non avevamo idea del nome, quando ci è venuto in mente di combinare gli aggettivi ‘Danish’ e ‘Irish’: io infatti ho origini danesi e lei è irlandese”.

Potrebbe essere il gruppo più multietnico fatto da ragazzi di Bergamo, se si contano anche le origini palermitane del batterista, Salvo. Il gruppo è nato da poco e da gennaio ha comunque suonato in diverse occasioni, il più delle volte agli eventi organizzati dalle scuole.

Un ensemble davvero eterogeneo: i componenti sono di tutte le età e di tutte le scuole, tra chi è al terzo anno e chi ha appena finito. Prima dell’intervista si aggiornano a vicenda sui nuovi pezzi registrati delle altre band che conoscono e condividono le idee per i prossimi pezzi.

Registrare è costoso: per questo il gruppo ha un ep di solo quattro pezzi. “Il costo era alto e si paga a giornata: per questo abbiamo fatto tutto in un giorno dalle nove di mattina fino alle sei di sera. È stata una giornata molto intensa”. Ma poi aggiungono subito, sorridendo: “Dopo andiamo a provare al Solid Groove, la sala prove dopo il Fantoni. Finalmente abbiamo trovato un bel posto dove provare! A Settembre contiamo di registrare un secondo album” raccontano.

“Paghiamo cinque euro a persona a settimana e alla lunga può essere tanto, ma quando avvisiamo che le pelli della batteria sono rovinate o un piatto è crepato lo sostituiscono subito” spiega Salvo. Ma non è che sei tu a colpire troppo forte?, gli chiediamo scherzando. “Al massimo cambio i pedali, una volta l’anno, ma quelli sono miei. Io sono un batterista Black Metal!” risponde. Ma allora che genere suonano? È Simone a rispondere: “In realtà abbiamo trovato il nostro genere dopo aver iniziato a suonare: abbiamo capito dopo esserci affidati alla musica. Penso che sia ‘Alternative Rock’, ma quello che conta è che piace al nostro pubblico, e soprattutto a noi!”.

Nonostante le difficoltà il gruppo è determinato a continuare. Allegri e uniti, pensano a cercare i prossimi concerti e godersi la musica. “Sarebbe bello avere dei prezzi più accessibili, ma intanto ci accontentiamo di quello che abbiamo trovato: stiamo insieme e suoniamo”.

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