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Vertova: “Quelle centraline non si faranno, ma piano ad esultare” video

“Abbiamo vinto la battaglia, non la guerra”. Nella sede del Comune di Vertova incontriamo Giuseppe Maffeis, assessore ai Lavori pubblici. E' lui che, più di tutti, ha seguito da vicino l'evolversi della vicenda legata alle due centraline idroelettriche che la 1°Sole, immobiliare di Piancogno, ha chiesto di realizzare nel cuore della valle. Al suo fianco siede il sindaco, Luigi Gualdi.

“Abbiamo vinto la battaglia, non la guerra”. Nella sede del Comune di Vertova incontriamo Giuseppe Maffeis, vicesindaco, assessore ai Lavori pubblici e all’Urbanistica. E’ lui che, più di tutti, ha seguito da vicino l’evolversi della vicenda legata alle due centraline idroelettriche che la 1°Sole, un immobiliare di Piancogno (Brescia), ha chiesto di realizzare nel cuore della valle scatenando una lunga serie di polemiche, seconda soltanto a quella delle mobilitazioni: “E’ bene fare un po’ di chiarezza – esordisce -. La chiusura della procedura relativa alle centraline, con la richiesta di archiviazione da parte dell’immobiliare, è senz’altro una notizia positiva”. Detto ciò: “Non dobbiamo abbassare la guardia. Non è scontato, infatti, che un domani la società non possa ripresentare un nuovo progetto e dunque una nuova richiesta”.

A generica

Resta da capire quanto può essere lontano questo “domani”: “Diciamo che ci troviamo nel bel mezzo di una tregua e che non sappiamo quanto potrà durare”. Un armistizio, giusto per restare in tema, durante il quale pianificare nuove strategie di attacco o, in questo caso, di difesa: “Per settembre abbiamo già ricevuto la disponibilità del presidente della Provincia (Matteo Rossi, ndr) ad organizzare un tavolo con le amministrazioni competenti e il Comitato Val Vertova Bene Comune, al fine di fare il punto della situazione e coordinare le nostre azioni”.

Azioni che, teoricamente, dovrebbero portare nuovi vincoli a tutela della valle: “La salvaguardia dell’ambiente è un obiettivo primario, ma queste non sono decisioni che si possono prendere frettolosamente o sull’onda dell’emotività. Vanno studiate e valutate con attenzione, perché ciò che ne deriverebbe è una gestione totalmente differente dell’area”.

Le zone protette, stando alle parole di Maffeis, non sarebbero poi molte: “Mi vengono in mente la Valle del Freddo e la Valpredina. Ragion per cui, la Valvertova non si può dire trascurata rispetto alle altre”. Detto questo: “qualcosa andrà sicuramente fatto”.

Ma quante sono le possibilità che l’immobiliare presenti un nuovo progetto? “Beh… spero di non essere contattato dal signor Giuseppe Burlotti (per la prima volta un nome riguardante la proprietà dell’immobiliare, ndr) per un po’ di tempo. Anche se durante i pochi incontri che abbiamo avuto – ci tiene a chiarire – si è sempre comportato in maniera pacata e corretta”.

Secondo Maffeis, “le chance di un’offensiva nel breve termine dovrebbero essere molto basse. Anche perché dagli approfondimenti richiesti in Provincia soltanto poche settimane fa e dalla VIA (valutazione di impatto ambientale, ndr) non si può scappare. Quelle verifiche sono comunque necessarie, e sappiamo che certi procedimenti richiedono tempo e, soprattutto, denaro”. Motivo per il quale: “almeno per qualche mese dovremmo dormire sonni tranquilli”.

E poi? “E poi si vedrà –  conclude il sindaco Luigi Gualdi, seduto alla sinistra del collega, nonché vice -. Non dimentichiamo che, oltre a tutta una serie di istanze specifiche alla quale ottemperare per procedere, questa richiesta ha scatenato le reazioni delle associazioni, del mondo politico (lo scorso 5 luglio in Consiglio regionale è stata approvata una mozione del M5S Lombardia per la moratoria delle concessione delle derivazioni idroelettriche nel Fiume Serio, ndr) e soprattutto della gente, che ha espresso chiaramente la propria contrarietà attraverso la raccolta di migliaia di firme. E poi, quanto potrebbero fruttare realmente queste due centraline? Se fossi nei panni del privato inizierei seriamente a chiedermi se il gioco vale ancora la candela”.

Purtoppo non è stato ancora possibile contattare la proprietà dell’immobiliare.

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