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Terremoto: almeno 120 morti, tendopoli per migliaia di sfollati fotogallery

Amatrice, 24 agosto 2016, ore 03:36. La terra trema e l'Italia piange ancora una volta, scossa e dilaniata da un altro terribile terremoto. "Ci sono almeno 120 vite spezzate", afferma il premier Matteo Renzi. Secondo i numeri della Protezione civile regionale, nelle Marche sono 1.500 le persone rimaste senza casa.

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Amatrice, 24 agosto 2016, ore 03:36. La terra trema e l’Italia piange ancora una volta, scossa e dilaniata da un altro terribile terremoto. “Ci sono almeno 120 vite spezzate”, afferma il premier Matteo Renzi in conferenza stampa da Rieti. “I feriti e i malati che sono stati portati via da Amatrice e Accumoli con elicotteri ed eliambulanze sono 368 da questa mattina. C’è un problema con il riconoscimento delle salme, ma stiamo stiamo lavorando” ha aggiunto. E il bilancio, purtroppo, è solo provvisorio.

Sono state tre le scosse principali di magnitudo 6, 5.4 e 5.1. La prima e più forte è avvenuta alle 3:36. Ha avuto epicentro a 2 chilometri da Accumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e Amatrice (Rieti). L’ipocentro è stato a soli 4 km di profondità. Una seconda e terza scossa sono state registrate alle 4.32 e 4.33 e hanno avuto epicentro in prossimità di Norcia (Perugia), Castelsantangelo sul Nera (Macerata) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Il sisma, avvertito in tutto il centro Italia, è stato sentito in modo violento anche a Roma, dove molti palazzi hanno tremato.

“Una devastazione peggiore di quella dell’Aquila, mai vista una cosa così”. E’ stata questa la reazione dei soccorritori al lavoro nei paesi distrutti dal terremoto della scorsa notte. Secondo i numeri della Protezione civile regionale, nelle Marche sono 1.500 le persone rimaste senza casa. C’è chi l’ha persa perché andata distrutta e chi, al momento, non può accedervi perché inagibile. La maggior parte dei senzatetto si concentra nel comune di Arquata del Tronto e della frazione di Pescara del Tronto. I terremotati verranno ospitati quasi tutti in tendopoli allestite per la notte.

Le richieste d’aiuto sono tantissime e raggiungono in breve tempo tutta Italia. Numeri verdi e raccolte fondi si moltiplicano velocemente.

Una contagiosa gara di solidarietà dalla quale Bergamo non è certo esclusa. La sezione locale dell’Associazione Nazionale Alpini ha inviato quattro unità cinofile e quattro volontari della Protezione Civile facenti parte della colonna mobile regionale, i vigili del fuoco hanno inviato una ventina di uomini e decine di mezzi, si sono mobilitate Provincia e Regione, le pubbliche assistenze provinciali aderenti ad Anpas nazionale hanno messo a disposizione tra le 80 e le 100 persone volontarie pronte a partire.


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