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Mister Bonacina e quel giovane profugo di Cenate con la voglia di giocare al calcio

L'ex capitano dell'Atalanta, ora allenatore della squadra Primavera, è stato intervistato da 'Storie in pausa': un portale che racconta molte esperienze di vita che ruotano attorno al tema dell'accoglienza. Ecco la sua.

Quando sei calciatore e indossi la fascia di capitano, finisce sempre che hai gli occhi di tutti puntati addosso. Motivo per il quale, dopo tanti anni spesi sotto i riflettori, Valter Bonacina, indimenticato capitano dell’Atalanta e ora allenatore della squadra Primavera, mette subito le mani avanti: “Non voglio prendermi meriti non miei – ci tiene a chiarire -. È stato don Enrico ad avere la brillante idea di accogliere questi cinque ragazzi e da lì ne è nata un’esperienza che non è positiva, molto di più”.

L’ex bandiera atalantina è stata intervistata da “Storie in pausa”, un progetto di Caritas Bergamasca. Praticamente, un portale pieno di storie che ruotano tutte attorno al tema dell’accoglienza. Albinese, mister Bonacina risiede a Cenate Sotto da quasi trent’anni. Un piccolo, piacevole e benestante paese della Valcavallina che, su iniziativa del sindaco Giosué Berbenni, della parrocchia e anche di don Enrico D’Ambrosio col consiglio pastorale, ha spalancato le proprie porte a cinque giovani richiedenti asilo che hanno trovato un appartamento dove stare dopo la prima accoglienza avvenuta a Casazza (leggi qui).

Valter ne ha conosciuti due in particolare, Harouna e Traorè: “Una domenica sono venuti a casa mia a pranzo – racconta nell’intervista – invitati da mia moglie e dai miei figli che da sempre frequentano il gruppo di volontari dell’oratorio”. Parlando, ha scoperto che Traoré è un grande appassionato di calcio: “L’ho visto giocare un po’ di volte – confessa -. Da cosa è nata cosa e quindi ho pensato di invitarlo a vedere una partita della Primavera contro il Milan a Zingonia. Era emozionato”.

Secondo il mister, che qualcosa di pallone ne capisce, Traoré potrebbe avere un futuro come calciatore, anche di buon livello: “Se si potesse fare qualcosa… Il problema è che senza permesso di soggiorno non si può essere tesserati”.

Nell’area bergamasca sono 61 ad oggi i centri di accoglienza che ospitano più di mille persone provenienti da decine di paesi. Persone che aspettano l’esito della loro richiesta d’asilo anche per mesi, a volte anni: “Un giorno sei qui, domani non sai dove sarai. Mi chiedo come facciano questi ragazzi a sembrare così allegri con questo peso dentro”.

“Conosco bene Valter – afferma il sindaco di Cenate Sotto Giosuè Berbenni, raggiunto al telefono da Bergamonews -. E’ un uomo molto disponibile, di gran cuore e spessore umano”. Tutte qualità che, del resto, si addicono a un capitano: “Non mi meraviglia il fatto che abbia instaurato un ottimo rapporto con questi ragazzi”.

Uno spunto, questo, utile a raccontare uno di quei casi, nello specifico quello di Cenate Sotto, dove l’accoglienza e l’integrazione dei richiedenti asilo sembra essersi sviluppata per il verso giusto: “Questi ragazzi si stanno comportando molto bene – spiega il primo cittadino -. Averli inseriti gradualmente nella nostra comunità si sta rivelando una scelta intelligente”. All’inizio c’era un po’ di diffidenza, ma ora le cose stanno andando meglio: “Uno di loro è stato assunto da una ditta che lavora il ferro, un altro si presta a lavori di sartoria, mentre gli altri offrono una mano in parrocchia non appena ce n’è bisogno. Il Comune ha poi organizzato dei corsi di italiano alla quale partecipano con grande entusiasmo tre volte a settimana. Ci sono riconoscenti”.

Ragazzi giovani, che portano sulle spalle un bagaglio di vita pesante: “Indossano cicatrici a noi invisibili. C’è chi ha perso i familiari e chi non li vede da molto tempo. Ma, nonostante ciò, hanno un sorriso contagioso, che non tramonta mai”.

Tornando a Traoré e alla sua passione per il calcio: “Il ragazzo viene dal Mali, ha 24 anni e gira voce che con il pallone tra i piedi ci sappia fare. Sarebbe bello, un giorno, qualora la sua richiesta d’asilo venisse accettata, vederlo giocare per una squadra bergamasca. Magari proprio per il Cenate Sotto, che attualmente milita in Prima Categoria”. E chi lo sa…

Magari con l’aiuto di una sponsorizzazione ad hoc come quella di mister Bonacina.

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