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La Foppa riparte da Lavarini: “Possiamo ripeterci con gruppo unito e più difesa”

Il tecnico riconfermato per il quinto anno sulla panchina rossoblu ha fiducia nel gruppo che si sta creando: "Potremo avere più soluzioni in fase di cambio palla per la duttilità degli attaccanti e perchè abbiamo una prospettiva di crescita in ricezione".

Per il tecnico Stefano Lavarini è la quinta stagione sulla panchina della Foppapedretti, mai nessuno così a lungo come lui. Una conferma scontata, di stima da parte della società alla luce della brillante stagione passata.

Lavarini, ripartiamo da una coppa Italia vinta e una semifinale scudetto, ma la competizione quest’anno si è alzata di livello. L’obiettivo è migliorarsi, quali sono le sue sensazioni il primo giorno di scuola?

Faccio sempre fatica a rispondere a questa domanda, questa è un’altra squadra, altra esperienza, la coppa deve sommarsi alla storia della società e al contesto, deve conferire autostima e sicurezza nell’andare a fare il proprio lavoro ma poi ogni anno è una storia a sé. L’anno scorso si è creata quell’alchimia giusta nel gruppo che ha portato al risultato. La pallavolo è un gioco di squadra e la differenza si vede nelle qualità morali e nella coesione del gruppo. Questo equilibrio è troppo importante e non conoscendolo non riesco a fare graduatorie di sette potenziali squadre “da scudetto” di cui non si sa nulla. Chiaro che i valori pallavolistici oggettivi mettono tante squadre in competizione sullo stesso livello.

Siamo reduci da un’Olimpiade molto negativa per l’Italia femminile con quattro rossoblù impegnate. Le ha sentite? 

Le ragazze in verità in campo le ho viste poco – sorride – però le ho sentite e c’è una grossa voglia di rifarsi dalle delusioni dell’attività olimpica. Nessuna è tornata soddisfatta di quello che è stata questa esperienza dopo il tanto lavoro fatto e il sentimento principale è la voglia di rituffarsi in una nuova stagione per togliersi soddisfazioni.

E Lo Bianco? E’ andata all’Olimpiade a fare da riserva alla diciassettenne Orro… 

Preferisco parlare di Lo Bianco titolare a Bergamo con l’ambizione che Mori possa crescere ed essere più protagonista.

Quest’anno la squadra è cambiata molto. Quali sono le sue considerazioni?

Faccio fatica come ogni anno perché sembra di dare giudizi prima ancora di vedere come funzionano le cose. Siamo convinti di aver allestito una squadra competitiva, ci sono caratteristiche che possono intravedersi e grosso modo abbiamo una squadra che può sviluppare un gioco più veloce anche in fase di ricostruzione ma che dovrà dare una grande importanza alla fase di break point. L’anno scorso avevamo individualità importanti, il nostro servizio è stato molto buono e vorrei confermare questo livello, anche con meno aces. Vista la competitività della maggior parte delle squadre del prossimo campionato credo sarà fondamentale anche mantenere alto il livello in difesa. Potremo avere più soluzioni in fase di cambio palla per la duttilità degli attaccanti e perché abbiamo una prospettiva di crescita in ricezione.

A proposito di ricezione, quando conta di avere Cardullo in palestra?

Sta completando la riabilitazione, tempistiche precise non le ho, dopo i primi dieci giorni di settembre penso che sarà con noi.

Nel frattempo una delle novità è il secondo libero brasiliano Suelen.

Suelen dovrebbe arrivare a inizio settimana prossima. Ho un bel ricordo di lei, che mi fa ben sperare, quando giocava con la nazionale giovanile del Brasile e vinse quel Mondiale, già aveva caratteristiche fisiche importanti con una sensibilità e capacità di lettura, con buon controllo di palla, che l’hanno portata ad ottimi livelli.

Come procederete con il lavoro nei prossimi giorni?

Faremo le prime quattro settimane, a partire dalla prossima, in nove per poi andare verso l’organico al completo a fine settembre con i rientri delle atlete in nazionale come Sylla. Gli unici appuntamenti fissati sono a fine settembre con il Trofeo Bellomo e a Ostiano nei weekend a fine settembre. Chiaro che prima faremo allenamenti congiunti in settimana con qualcuno dei tanti nostri “vicini di casa” come Montichiari, Monza per allenare la situazione di sei contro sei.

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