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Gasp, offensivista ma non scriteriato: più equilibrio e quest’Atalanta può dire la sua fotogallery

Un po' ci eravamo preparati, d'accordo, all'idea di vedere tanti gol, magari anche di subirne qualcuno, sempre che ci fosse il lieto fine. Prendiamo come buono l'atteggiamento e la rimonta parziale del secondo tempo, la doppietta di Kessie, per ripartire da qui: per rivedere se possibile un'Atalanta più equilibrata, che non vuol dire per forza più sparagnina.

Sotto choc. Un po’ ci eravamo preparati, d’accordo, all’idea di vedere tanti gol, magari anche di subirne qualcuno, sempre che ci fosse il lieto fine. Ma sicuramente nessuno dei quasi 15mila presenti al Comunale domenica 21 agosto (e tantomeno quelli che allibiti seguivano la partita in tivù o alla radio) avrebbero pensato di vedere l’Atalanta sotto di tre reti dopo appena 33 minuti. Un disastro.

Impossibile o quasi credere a una rimonta, anche se quando Kessie ha cominciato a fare il bomber e infilare Marchetti il pensiero (benaugurante) era andato a quel 4-4 con il Foggia del 12 aprile 1992: dall’1-0 all’1-4 e poi 4-4 grazie a un’incredibile (perché non era certo un goleador) tripletta di Carlo Cornacchia per l’Atalanta di Bruno Giorgi. La prima del campionato 2016-2017 finisce invece male, però il paragone non è proprio campato in aria. Quel Foggia era allenato da Zeman e l’Atalanta pazza di questa prima giornata sembrava più una squadra di Zeman che di un Gasperini conosciuto come offensivista ma non scriteriato.

“Ci è mancato troppe volte l’equilibrio”, ammette Gasperini, che attribuisce a un atteggiamento sbagliato gli errori che hanno portato allo 0-3, soprattutto “per la voglia di rimontare ci siamo eccessivamente sbilanciati. Dobbiamo ritrovare equilibrio e devo farlo io, indipendentemente dalle prestazioni individuali”. Perché l’Atalanta bella a metà, cioè solo nel secondo tempo, è stata sconcertante, imbarazzante per la seconda metà del primo tempo: un buon avvio, la traversa di Paloschi, poi la sagra degli orrori, dal fuorigioco mancato di Dramè sul primo gol alla papera di Sportiello sul secondo fino al contropiede del terzo.

Poi la rimonta impossibile, nella ripresa tutta cuore, vanificata dal quarto gol laziale. Però…diciamo pure che l’atteggiamento sbagliato è figlio anche di scelte tecniche discutibili: Masiello, uno dei migliori nello scorso campionato e in questo avvio di stagione, lasciato in panchina (al suo posto non c’erano Chiellini o Bonucci), come D’Alessandro (altro protagonista nel calcio d’agosto), che poi ripescato per l’infortunio di Dramè ha dato il la alla rimonta, purtroppo non completata. Quindi Gasperini dietro la lavagna, per lo stravolgimento tattico, per aver rinunciato in partenza ai suoi uomini migliori. Poi uno Sportiello ancora incerto per la papera sul secondo gol e un Gomez a intermittenza, solo a tratti ha inciso sulla partita, come nel passaggio per la traversa di Paloschi o nella conclusione all’inizio della ripresa, respinta da Marchetti (a sua volta responsabile su un paio di gol atalantini).

Prendiamo come buono l’atteggiamento e la rimonta parziale del secondo tempo, la doppietta di Kessie, per ripartire da qui: per rivedere se possibile un’Atalanta più equilibrata, che non vuol dire per forza più sparagnina. Ci si può divertire anche rischiando meno, come nella stagione 2000-2001, prima giornata. L’ha ricordata Simone Inzaghi che segnò il gol del 2-2 per la Lazio, dopo le reti di Mihajlovic, l’autogol di Pancaro e la rete di Cristian Zenoni: “Non è mai stato facile vincere a Bergamo”, ha sottolineato Inzaghi che pure ha dovuto rinunciare all’ultimo momento al “dissidente” Keita, “e noi che arrivavamo da campioni d’Italia riuscimmo a pareggiare qui con fatica”. Per dire, insomma, che i valori conteranno pure tantissimo, pesano la qualità dei giocatori, le mosse tattiche, ma l’Atalanta solo contro Juve e Napoli di recente non è stata proprio in partita. Contro la Lazio stavolta i nerazzurri si sono buttati subito via. E speriamo che la lezione serva per correggere subito il tiro.

0-3 dopo 33′? Il precedente se vogliamo è di buon auspicio: nel 1961-62 alla prima giornata Inter-Atalanta finì 6-0 e al 30′ era già 3-0 (22′ Corso, 28′ Hitchens, 30′ Bettini, 43′ Hitchens, 69′ Suarez, 79′ Bettini). Ma quell’Atalanta, allenata da Valcareggi, concluse con un brillantissimo sesto posto nel campionato vinto dal Milan.

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