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Da Piario a Berlino, la storia di Ruben: prima stagista e poi manager a 19 anni foto

Appena 19 anni, una spiccata passione per il marketing online e un contratto di stage per 6 mesi in Germania: queste le premesse con cui Ruben Vezzoli si è trasferito dalla Valle Seriana a Berlino. E in soli 12 mesi, ha letteralmente bruciato le tappe...

Appena 19 anni, una spiccata passione per il marketing online e un contratto di stage per 6 mesi in Germania: queste le premesse con cui un anno fa Ruben Vezzoli si è trasferito da Piario (Val Seriana) a Berlino.

In soli 12 mesi, Ruben ha letteralmente bruciato le tappe: partito un mese dopo la maturità, al termine dello stage è stato promosso apprendista per poi diventare, a distanza di ulteriori 5 cinque mesi, manager e responsabile per l’intero mercato italiano di Lesara. Startup berlinese che si pone come obiettivo quello di rivoluzionare il mondo della moda attraverso l’Agile Retail, un nuovo modello di business che prende spunto dal Fast Fashion – la formula che ha portato al successo aziende come Zara, H&M e Bonprix –, migliorandolo attraverso un sistematico utilizzo dei Big Data.

Lesara, attualmente presente in 23 Paesi, per un totale di circa 200 dipendenti, all’inizio del 2016 è stata riconosciuta dall’illustre sito TheNextWeb la startup europea con il più alto tasso di crescita degli ultimi due anni (+7950%).

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Perché hai lasciato l’Italia per cercare lavoro?

In generale l’estero offre più opportunità di lavoro in questo campo, ma la scelta è scaturita anche dalla voglia di fare nuove esperienze e mettermi alla prova.

Come mai proprio Berlino?

Ho deciso di trasferirmi a Berlino perché è uno dei più importanti ecosistemi di startup del mondo: qui sono nate aziende del calibro di Zalando, SoundCloud e Number26. A Berlino tutto viaggia alla velocità della luce; si sono verificati casi di aziende che in soli 3 mesi dalla fondazione sono arrivate a fatturare milioni di €. Sfruttando gli scenari post Brexit, la capitale tedesca ha le carte in regola per diventare il principale polo tecnologico del Vecchio Continente.
Altra cosa che amo di Berlino sono le numerosissime opportunità di networking. Conoscere persone che lavorano nel mio stesso settore, con cui poter scambiare idee, opinioni ed esperienze, è fondamentale per me.

Dicevamo che questa occasione si è presentata grazie alla tua passione per il marketing. Com’è nato questo interesse?

Mi sono avvicinato a questo mondo per puro caso, quando avevo 13 anni, dopo aver seguito, nella scuola superiore che frequentavo (l’Istituto “Fantoni” di Clusone), un corso sulla creazione di siti web, tenuto da un professore cultore dell’argomento. Il mio percorso di formazione è stato fin dagli inizi molto vario: dal web design sono presto passato alla programmazione, per arrivare, infine, a quello che è attualmente il mio pane quotidiano, cioè il marketing digitale.
A 16 anni ho iniziato a collaborare con diverse agenzie web della mia zona, specializzandomi nel marketing tramite motori di ricerca (Google per intenderci).
A 19 anni è arrivata quindi la grande decisione del trasferimento, presa qualche mese prima di terminare le scuole superiori. Nei primi 6 mesi a Lesara, il mio stage si è focalizzato sulla gestione delle campagne pubblicitarie a pagamento sui motori di ricerca e sulla promozione di applicazioni mobile.
Attualmente non mi occupo soltanto di marketing online, ma curo anche molta parte degli aspetti inerenti alla logistica, ai pagamenti e alle questioni legali.

Quando è avvenuto il salto di qualità?

In parte si è trattata senza dubbio di fortuna. Grazie ad amici in comune con Roman Kirsch, CEO e fondatore di Lesara, sono venuto a conoscenza dell’azienda e delle posizioni aperte per italiani (attualmente abbiamo più di 30 posizioni aperte).
Ho iniziato come stagista e dopo i primi 6 mesi sono diventato apprendista. L’azienda ha poi deciso di premiarmi ulteriormente, nominandomi manager e responsabile per l’Italia, che attualmente è il secondo mercato di Lesara. Il team italiano è composto da altri 7 colleghi, con i quali collaboro per rendere fruibile la piattaforma e-commerce anche sul territorio italiano.

Continui a mantenere rapporti con Bergamo?

Io sono nato a Piario, un paesino di mille abitanti in Val Seriana, e spesso ci torno, poiché amici e parenti abitano ancora lì.

Una tua giornata tipo?

Qui iniziamo a lavorare alle 9; durante tutto l’arco della giornata ho riunioni con i vari dirigenti aziendali per discutere dell’andamento delle vendite e delle strategie da implementare per migliorare ogni giorno l’esperienza d’acquisto dei nostri clienti italiani.
Attualmente abbiamo due principali obiettivi: il primo è migliorare l’offerta di prodotti sul sito, proponendo ogni giorno nuovi articoli che rispecchino sempre di più i desideri e le necessità delle persone, garantendo il miglior prezzo e ottimi standard di qualità.
Il secondo consiste invece nel migliorare l’esperienza degli utenti che arrivano sul nostro sito web attraverso i dispositivi mobile. Pochi mesi fa abbiamo lanciato la nostra applicazione mobile e stiamo lavorando sodo per renderla ancora più efficiente.

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