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Italvolley, continua la maledizione olimpica: l’oro è del Brasile

Come nel 1992 e nel 2004 gli azzurri si fermano sul più bello, cedendo in finale ai padroni di casa del Brasile in tre set.

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Continua la maledizione olimpica per l’Italvolley maschile. Come nel 1992 e nel 2004 gli azzurri si fermano sul più bello, cedendo in finale ai padroni di casa del Brasile in tre set. Un argento che nulla toglie allo straordinario torneo disputato dagli azzurri, capaci di rovesciare i pronostici della vigilia, ma che lascia molto amaro in bocca per non essere riusciti a bissare la prestazione e il successo sui verdeoro ottenuto nel girone eliminatorio. Decisivi i dettagli: un contrattacco sbagliato, due setball annullati, due decisioni arbitrali dubbie nei momenti migliori degli azzurri. Questo nulla toglie al Brasile che complessivamente ha meritato la medaglia d’oro trovando un Wallace monumentale, Bruno ispiratissimo, Sergio libero straordinario in barba ai suoi 40 anni e una prestazione al servizio incisiva che ha condizionato l’esito dei primi due set. Per gli azzurri male Lanza, altalenanti Juantorena e Zaytsev (troppo falloso al servizio), a tratti incerto anche il giovane palleggiatore Giannelli poco lucido in momenti delicati che potevano allungare la contesa.

LA CRONACA – Sestetto classico per l’Italia con Giannelli in palleggio, lo “zar” Zaytsev opposto, Buti e Birarelli al centro, Lanza e Juantorena in banda, Colaci libero. Brasile in campo con Bruno in palleggio, Wallace opposto, Mauricio e Lucas al centro, Lucarelli e Lipe in banda, Sérgio libero.

Gli azzurri partono forte e provano a scappare due volte, prima sul 4-1 con lo Zar al servizio e in attacco, poi sul 9-6 con un 4/4 di Juantorena in attacco. Il Brasile trova però un parziale di 0-6 sul servizio di Mauricio che sfrutta un blackout azzurro e permette ai verdeoro di volare sul 12-16, con Lipe scatenato e la difesa sugli scudi. Blengini brucia i due timeout ma ottiene una reazione dai ragazzi con Buti, Juantorena e Birarelli a muro. Quando sul 20-22 Wallace spara fuori l’illusione della rimonta sembra vicina ma ci pensano il nuovo entrato Evandro (muro su Lanza in contrattacco) e Lucarelli con un ace a spingere il Brasile sul 22-25, sancito da un errore al servizio di Zaytsev. Pesano nell’economia del set i 10 errori punto (contro i 7 del Brasile) e la ricezione azzurra incostante, sotto attacco soprattutto ad opera di Lipe e Lucarelli.

Reazione azzurra con Zaytsev e un ace di Juantorena (4-1) mentre il Brasile sbaglia quattro servizi consecutivi (9-7). I sudamericani impattano (9-9) con il muro di Wallace su Zaystev e sorpassano sfruttando due indecisioni di Giannelli e Lanza (12-14). Il servizio di Zaytsev rimette in carreggiata l’Italia che gioca punto a punto con Antonov in campo per Lanza. Nonostante vengano trascurati sistematicamente il gioco al centro e la pipe, gli azzurri passano a condurre 21-20 e un tocco a muro contestato di Mauricio trasforma un potenziale 22-20 in un 21-21. Gli azzurri si innervosiscono e Bruno al servizio fa scappare il Brasile sul 22-24. Un incredibile attacco in palleggio di Giannelli rianima gli azzurri (24-24) quando tutto sembrava perduto. Nel punto a punto finale l’Italia sciupa due set point prima di soccombere sbattendo sul muro di Wallace e con l’ace di Mauricio (26-28).

Terzo set emozionante, per cuori forti, con le squadre che procedono appaiate punto a punto. Il Brasile sembra averne di più, l’Italia orgogliosa si aggrappa a Birarelli ma il primo break è verdeoro con un pallonetto di Mauricio (11-13). Giannelli a muro e in battuta ribalta il punteggio e un’azione sottorete contestata trasforma il 18-15 azzurro in un 17-16. E’ un brutto segnale. Zaytsev tiene alta la tensione ma una doppia di Giannelli riporta avanti il Brasile e consiglia un timeout a Blengini (18-19). Wallace martella implacabilmente, si arriva punto a punto al primo gold medal match annullato da Zaytsev ma al secondo il Brasile chiude con Lipe (24-26) nel tripudio del Maracanazinho. Per gli azzurri tanto rammarico, è la serata delle lacrime ma anche dell’orgoglio per un argento prezioso figlio di un torneo entusiasmante. E da domani rimarrà soprattutto quello e la voglia di proseguire con un gruppo destinato a dare molte soddisfazioni in futuro.

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