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Belotti-Sorte, scintille alla festa de l’Unità di Treviglio

Alessandro Sorte e Daniele Belotti: così vicini ma così lontani. Erano seduti uno in fianco all’altro, a pochi centimetri di distanza, l’assessore regionale forzista e il coordinatore del Carroccio bergamasco, nel corso di quello che era l’ultimo dei dibattiti politici previsti nel calendario della festa de l’Unità di Treviglio. Dall’altra parte, il segretario provinciale del Partito Democratico Gabriele Riva e un esponente del Movimento Cinque Stelle trevigliese, Carlo Mancino.

Una vicinanza tutt’altro che ideologica quella fra Belotti e Sorte che non ha tardato a manifestarsi come tale. Qualche punzecchiatura, ma, in fondo, poche scintille. Incalzato da Belotti su come Forza Italia, quello che dovrebbe essere l’alleato naturale della Lega Nord, intenderà agire in vista delle prossime elezioni provinciali, Sorte ha spiegato che: “La Lega fa un tipo di opposizione che non ci piace. Alle volte, guardando a temi più populisti e perdendosi in sparate folkloristiche come quella sul burkini”.

No a Salvini, sì a Roberto Maroni, infatti: “Credo – ha aggiunto Sorte – che con le ‘felpe’ Renzi potrà governare per altri vent’anni. Maroni, invece, è il tipo di politico che è la sintesi perfetta di una politica concreta, non populista e che va nel merito del problema”.

“La Lega sta con la Lega – ha replicato il segretario provinciale del Carroccio – . Matteo Salvini è stato eletto segretario con una larghissima maggioranza e quindi noi seguiamo la sua linea. Come punta di diamante a livello istituzionale abbiamo Maroni, non vedo dove stia il problema. Non ci sono due ‘leghe’: noi, non abbiamo le correnti che c’erano nella Dc allora e nel Pd oggi”. Dopodiché ha aggiunto che: “Faremo un congresso provinciale a metà di ottobre, non mi risulta che ci siano problemi tra l’ala istituzionale e l’ala movimentista della Lega Nord. Forse perché non so ancora se sarò candidato o meno. Vedremo nelle prossime settimane, non c’è fretta”.

Poi è il turno del Partito Democratico per cui il segretario provinciale Riva, interpellato dalla giornalista sulla sconfitta elettorale, non ha esitato a fare un mea culpa per l’esito delle ultime elezioni comunali: “La sconfitta delle amministrative scotta. E il Pd deve fare autocritica. Non è, però, corretto identificarci come una forza allo sbando”.

E sempre dal Pd è stato annunciato il sostegno del “Sì” al referendum costituzionale al quale si sono contrapposti i “No” di Forza Italia, Lega e M5S. Un assist affinché venisse domandato all’esponente dei pentastellati se potrebbe essere possibile un’apertura in tal senso con gli azzurri e il Carroccio “Siamo programmatici – ha detto Mancino – non siamo idealisti e non abbiamo un posto nell’emiciclo. Dunque, se la questione è condivisa, perchè no. Noi manteniamo, comunque, la nostra linea”.

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