BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Il domani non è nelle mie mani”, Gromo ricorda il beato Alessandro Dordi

Mercoledì 24 e giovedì 25 agosto Gromo, in occasione del 25° anniversario del martirio del beato don Alessandro Dordi.

La parrocchia di Gromo San Marino, il Centro Missionario Diocesano di Bergamo e l’Amministrazione Comunale di Gandellino propongono una serie di iniziative. Mercoledì 24 agosto alle 20.30 si svolgerà una fiaccolata dalla casa natale del Beato Alessandro Dordi alla chiesa parrocchiale di Gromo San Martino, presiede il momento di preghiera il vescovo di Bergamo: monsignor Francesco Beschi.

Giovedì 25 agosto, sempre alle 20.30, celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale di Gromo San Martino, presieduta da don Giambattista Boffi, direttore del Centro Missionario Diocesano di Bergamo. Terminata la messa si raggiungerà a piedi il cimitero e si pregherà sulla tomba del beato Alessandro Dordi.

IL BEATO DON ALESSANDRO DORDI

Alessandro Dordi nasce a Gromo San Marino, frazione del comune di Gandellino, il 22 gennaio 1931.

Cresciuto in una comunità dove la fede cristiana è molto profonda, matura il desiderio di diventare sacerdote e frequenta il Seminario diocesano di Bergamo, aderendo alla Comunità Missionaria del Paradiso, che prepara i futuri sacerdoti alle missioni sparse per il mondo.

Il 12 giugno 1954 viene ordinato sacerdote dal vescovo di Bergamo Giuseppe Piazzi e inviato a Porto Viro, nel Polesine alluvionato; dapprima nella parrocchia di Taglio di Donada, dove resterà fino al 1958 e poi in quella di Mea, dal 1958 al 1964, nella diocesi di Chioggia. Contemporaneamente copre il ruolo di direttore dalla scuola professionale di San Giuseppe Operaio.

Nominato cappellano degli emigrati italiani, trascorre 13 anni in Svizzera, facendo anche il prete operaio in una fabbrica di orologi a Le Locle. Viene poi assegnato in Perù, invitato dal vescovo della diocesi di Chimbote, nella parrocchia del Señor Crucificado a Santa, nella regione di Áncash. Con l’aiuto della Caritas Spagna apre un centro per la promozione della donna, organizzando un’associazione per le madri, fornendo loro gli strumenti per piccoli lavori manuali di taglio e cucito, ma anche corsi di pronto soccorso, igiene e salute.

Ma l’aiuto della Caritas e la sua forte presenza sul territorio non sono viste di buon occhio dai guerriglieri di Sendero Luminoso, un’organizzazione attiva dai primi anni Settanta in Perù, che accusano i sacerdoti stranieri di essere i servi dell’imperialismo. Il sacerdote sa di vivere una situazione di pericolo.

Il 9 agosto 1991 nelle vicinanze di Santa vengono uccisi i sacerdoti polacchi Michele Tomaszek e Sbigneo Strzalkowski, che svolgevano la loro missione pastorale in 22 villaggi della diocesi di Chimbote, e dopo questa esecuzione compaiono scritte minacciose sui muri della località rivolte a don Dordi.

Domenica 25 agosto 1991 alle ore 17.15, mentre sta tornando dalla celebrazione eucaristica presso un villaggio accompagnato da due catechisti, che saranno poi i testimoni dell’accaduto, trova la strada bloccata da due grosse pietre. Sceso dal mezzo viene fermato da due uomini incappucciati, uno con il fucile e l’altro con la pistola. Inutili le sue richieste di essere lasciato in vita; i due catechisti, allontanati, sentono gli spari che uccidono il sacerdote. La sua morte viene subito attribuita dalla polizia peruviana al gruppo guerrigliero dei Sendero Luminoso.

La salma viene portata in Italia e i funerali, officiati dall’allora vescovo Giulio Oggioni, si tengono nella cattedrale di Bergamo e successivamente nella chiesa parrocchiale di Gromo San Marino. Fra i concelebranti, c’è anche monsignor Bambarén, vescovo della diocesi peruviana di Chimbote, che esprime subito la sua volontà di avviare la causa di beatificazione. Da allora, i resti mortali di don Alessandro riposano nella tomba di famiglia nel cimitero del paese.

La causa di beatificazione di don Alessandro Dordi si è svolta nella diocesi di Chimbote dal 9 agosto 1996 al 25 agosto 2002, unita a quella dei padri Michał Tomaszek e Zbigniew Strzalkowski, aperta e chiusa dal vescovo Bambarén. In contemporanea, si tengono anche le inchieste rogatorie; quella per il sacerdote bergamasco, come chiede la regola, si svolge nella diocesi d’origine. Malgrado la causa di beatificazione diocesana per martirio in odium fidei venga chiusa il 24 ottobre 2003, i teologi chiedono di chiarire ulteriormente alcuni aspetti, per cancellare il sospetto che ci fosse stato da parte dei missionari un coinvolgimento politico, o una vicinanza con i guerriglieri, a sostegno della popolazione locale, accuse di comunismo create dalla destra peruviana. Dalla documentazione risulta tuttavia chiaro che furono uccisi poiché i guerriglieri consideravano la loro opera pastorale e la fede un ostacolo alla loro propaganda.

Il 25 novembre 2011 viene consegnata presso la Congregazione delle cause dei santi la positio super martyrio. Il 22 ottobre 2014 il vescovo Bambarén chiede di incontrare papa Francesco in Vaticano per sollecitare la conclusione della vicenda. Il 3 febbraio 2015 papa Francesco approva il «martirio in odio alla fede».

La beatificazione di don Sandro Dordi si è svolta il 5 dicembre 2015 a Chimbote, con quella dei due francescani polacchi, Tomaszek e Strzalkowski alla presenza di circa 30 mila persone, nello stadio della città. Presenti numerose autorità, tra le quali il presidente Ollanta Humala e il primo ministro Pedro Cateriano.

Beato Dordi Comune Beato Dordi Parrocchia

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.