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Poli: “Il mio fastidio per le polemiche sul corpo delle donne”

L'assessore all'istruzione e allo sport Loredana Poli interviene sulle polemiche e sui commenti al corpo delle donne che stanno scandendo i dibattiti dell'estate.

L’assessore all’istruzione e allo sport Loredana Poli interviene sulle polemiche e sui commenti al corpo delle donne che stanno scandendo i dibattiti dell’estate.

“Io sono cicciottella. E sono una signora di mezza età che non si sente a suo agio in bikini in spiaggia.
In queste settimane mi son sentita spesso coinvolta dai commenti, o meglio dalle polemiche, espresse dallo sport alla politica sul corpo delle donne (se non avete ancora letto il libro di @Lorella Zanardo, fatelo!).

Fastidio: è il sentimento prevalente che mi ha assalito. Fino a quando, fino a quando dovremo sorbirci il sarcasmo, le prediche, le imposizioni su come essere, come correre, come saltare, come vestirci o come svestirci, come comportarci e, in fin dei conti, cosa farne della nostra libertà?

Non ditemi che sto semplificando: mi è chiaro che esistono questioni interculturali profonde e complesse (ma cos’altro è stata ed è la questione di genere?) nei confronti delle quali ho trovato più laicità e pragmatismo nelle dichiarazioni del vescovo Galantino che in quelle di Valls: “Dobbiamo imparare a vivere insieme, e questo vuol dire anche conoscenza dei simboli di altre culture e loro accettazione quando non ledano le esigenze della sicurezza – afferma Galantino – La paura dell’abbigliamento delle musulmane mi appare strumentale. Se posso permettermi: coglierei questa circostanza per alzare un po’ il tono del confronto che, in alcune circostanze, m’è parso un tantino mortificante nei toni e nelle parole”.

“Esigenze di cautela sono comprensibili – prosegue Galantino – Ma ci vuole anche buonsenso: è difficile immaginare che una donna che entra in acqua stia realizzando un attentato. Ovviamente dobbiamo chiedere altrettanto buonsenso alle comunità musulmane che sono tra noi quando rivendicano la libertà di seguire le proprie tradizioni: quella libertà non deve limitare la nostra sicurezza”.

Tornando a un’intervista a “La Croix” Francesco disse che se una donna musulmana vuole portare il velo “deve poterlo fare”: “lo dico anch’io – sottolinea Galantino – e penso alle nostre suore, penso alle nostre mamme contadine che lo portavano fino a ieri e alcune lo portano ancora oggi. Lo stesso, si capisce, deve valere per un cattolico che voglia portare una croce, o per un ebreo che indossi la kippà. Ogni persona ha diritto a mostrare la propria fede anche nell’abbigliamento, se lo ritiene opportuno. Si vigili che non vi siano usi strumentali dei simboli religiosi, ma se ne garantisca la piena libertà, legata alla libertà di coscienza, alla libertà di opinione e alla libertà religiosa. La libertà da riconoscere ai simboli religiosi va considerata alla pari della libertà di esprimere i propri convincimenti e di seguirli nella vita pubblica”.

La prima forma del potere è il pensiero, scriveva la filosofa Maria Zambrano. La successiva è poter incarnare, esprimere e rappresentare ciò che si pensa, anche nell’immagine di sé, nel rispetto degli altri.

Rileggiamo i Princìpi fondamentali della nostra Costituzione per ritrovare valori preziosi, equilibrati, laici, espressi con chiarezza”.

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