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Burkini vietato, Molinari: “Ennesima crociata sul corpo delle donne”

Margherita Molinari, dottore commercialista, membro Cda Bergamo Infrastrutture Spa, fondatrice Comitato Sì Bergamo, studiosa di finanza islamica, da sempre impegnata in politica e sensibile alle tematiche femminili traccia un'analisi sul dibattito scoppiato in Francia e in Occidente per introdurre il divieto al burkini.

Margherita Molinari, dottore commercialista, membro Cda Bergamo Infrastrutture Spa, fondatrice Comitato Sì Bergamo, studiosa di finanza islamica, da sempre impegnata in politica e sensibile alle tematiche femminili traccia un’analisi sul dibattito scoppiato in Francia e in Occidente per introdurre il divieto al burkini.

Ancora una volta il corpo della donna è diventato oggetto di un conflitto. Da qualsiasi parte si guardi la situazione, è così. Dall’obbligo che si trova nel Corano e che ordina alle donne credenti di coprirsi, alle donne bosniache musulmane violentate negli anni Novanta, al diritto di voto riconosciuto alle donne italiane solo nel 1946 perché si temeva che non fossero sufficientemente emancipate,…. al sindaco di Cannes che – ritenendo il burkini “incompatibile con i valori della Francia” – ne ha imposto il divieto.

Come se la lotta al terrorismo fosse in qualche modo legata a come una donna si vesta o si svesta in spiaggia.

Esempi forti sì, diversi, ma mostrano come, senza avere una laurea in antropologia, per l’ennesima volta la donna è diventata oggetto del conflitto che verte sull’esigenza, maschile e patriarcale, di controllare e persino annientare le donne e il loro corpo.

Personalmente trovo ridicola, puerile e sconfortante la crociata proibitiva del burkini, soprattutto perché imposta impropriamente in nome della laicità e della libertà.

Tale proibizionismo non fa altro che fomentare le diversità, la paura e sentimenti di rancore verso tutto ciò che è estraneo, quasi dimenticandoci dell’uso cristiano storico del velo.
Non confidando quindi in queste tipologie di divieti, Io credo nella libertà incondizionata di scelta, ispirata al rispetto, sia che si decida di stare in topless sia che si decida di indossare un burkini.

Non vorrei mai che un giorno, secondo i principi di chissà chi, qualcuno ci venisse ad imporre il divieto di indossare il tanto sognato velo al nostro matrimonio.

Margherita Molinari

Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    quindi per questa signora,sarebbe da legalizzare il burkini pure nelle piscine pubbliche,dove peraltro esiste da anni il divieto a fare i bagni vestiti per questione di igiene.quindi sempre per questa signora,se nel nome della religione,per una mussulmana si può fare il bagno vestiti,per quale motivo se lo fa un italiano,rischia la multa?non riesco a capire perchè di tanto in tanto qualche personaggio se ne esce coc qualche sparata pro islam senza prima analizzare il problema a 360 gradi,ma ci si sofferma solo su quello che interessa…..se si legalizza il burkini per le donne mussulmane,non si può vietare di fare il bagno vestite a donne di altre religioni,e poi che succederebbe??che ognuno si snetirà libero di fare quello che gli pare,sempre in nome della religione vera o presunta