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Alessia, cantautrice a 17 anni, creatività e bella voce: “Ma esibirsi dal vivo non è facile”

Il viaggio di Bergamonews tra i sogni, le gioie e i dolori delle band studentesche e dei giovani artisti di Bergamo che si dedicano alla musica, inizia con Alessia Gerardi.

Il viaggio di Bergamonews tra i sogni, le gioie e i dolori delle band studentesche e dei giovani artisti di Bergamo che si dedicano alla musica (leggi), inizia con Alessia Gerardi.

alessia gerardi

A 11 anni ha partecipato a Io Canto. “Eravamo in 6000 al casting e siamo passati in 30. Quando sono comparsa in tv c’erano due milioni di telespettatori. Partecipare mi ha dato occasione di crescere come persona, anche dal punto di vista professionale”. Alessia Gerardi è di Lallio, ha 17 anni e il giorno dell’intervista ha cantato dal vivo in redazione, in diretta Facebook: in poche ore, con la sua voce, il suo brano originale e anche il suo appeal, ha superato le diecimila visualizzazioni.

“All’inizio volevo portare tre pezzi, ma non volevo esagerare: sono appena tornata da una settimana di ‘vocal camp’ in Liguria e non ho smesso di cantare un giorno solo”. E non è un vocal camp come tutti: tra i tanti ha incontrato pure Manuel Agnelli, il prossimo giudice di X-Factor. “Ci ha raccontato come è uscito dalla strada e non ha mai abbandonato il suo sogno. Essere giudice per lui ora è una grande soddisfazione e una ricompensa per il suo costante impegno”.

“Dopo Io Canto sono arrivate tantissime richieste: mi ha aperto la strada”.

Allora i talent show sono davvero un modo per far carriera nella musica? “Potrei sbagliarmi, ma ora credo che non sia più così. Certo ti rendono popolare, ma le edizioni sono troppo ravvicinate: un gruppo che vince non riesce nemmeno a costruirsi un’immagine e cominciare a vendere che è già partito il casting per l’edizione successiva”. Gli eventi sono dunque troppo ravvicinati e i talent show rischiano di rivelarsi soltanto come un programma televisivo volto a creare audience per se stessi e incassare.

“Non nego che fare musica per i ragazzi ora sia facile. Ora è molto più difficile esibirsi dal vivo: i costi della SIAE sono sempre più alti e per di più costa meno ingaggiare un DJ. Inoltre, i DJ riarrangiano e ripropongono un pezzo noto e riescono ad ‘accattivarsi’ il pubblico molto più facilmente che con un originale: per i locali è un investimento. Io non incontro problemi se voglio esibirmi ma mi pare che il pubblico preferisca i miei pezzi originali piuttosto che le cover”.

Alessia, infatti, ha deciso di voler diventare una cantautrice quando ha iniziato a suonare la chitarra a 12 anni.

“Nei miei pezzi parlo di me: dalle più semplici storie d’amore mi lascio andare anche a riflessioni su come la vita sia dura e sia importante alzarsi la mattina sempre con il sorriso. È un genere un po’ pop che piace”.

Con questo popò di curriculum, avrà sicuramente imparato a gestire l’ansia da palcoscenico… “Ma magari! Io sono incredibilmente ansiosa. A scuola i miei compagni mi chiamano Ansia perché vado nel panico”.

Quando si torna nel quotidiano e si parla di scuola, si capisce subito che Alessia è una ragazza come tante altre che ha un sogno grande e si  dà da fare per realizzarlo. “Però francamente preferisco così. Non rinuncerei mai ad essere ansiosa: me la godo di più e se non fossi agitata sarebbe come non provare emozioni”.

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