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Da Roma pochi soldi, ma in Bergamasca il welfare non abbassa la guardia

Analisi del Dipartimento CISL di Bergamo sui dati del Viminale. Francesco Corna, segretario della Cisl di Bergamo: "L’ente locale riconosce nel welfare strumenti di coesione del territorio”.

I trasferimenti dallo Stato diminuiscono notevolmente e i comuni sono costretti a ritoccare le imposte locali. È accaduto anche con il consuntivo 2014, ma l’aspetto positivo della vicenda è che a Bergamo e provincia la spesa sociale, cioè quanto gli enti locali destinano a welfare e assistenza, non ha avuto il tracollo temuto, anzi. Rispetto alla spesa complessiva, i fondi per il sociale hanno mantenuto un livello costante.

È quanto emerge dallo studio del dipartimento welfare della Cisl di Bergamo sui dati del Ministero degli Interni, distribuiti in questi giorni (anche se solo in riferimento al 2014).
In tutta la provincia, i trasferimenti sono diminuiti del 33%, mentre le tasse e le imposte locali sono aumentate del 19. La spesa complessiva di comuni e enti sovraccomunali è scesa del 2,82% e quella per i servizi sociali dell’1,99, ma la “propensione sociale” in terra d’orobia (è cioè il rapporto tra spesa generale e welfare) è aumentata dello 0,2%, a testimonianza di sforzi e impostazione “politiche” ben radicate sul territorio.

Scendendo nel dettaglio, si scopre che la “mazzata” peggiore nei trasferimenti l’ha subita l’ambito di Romano, con una differenza del 44% in meno rispetto al 2013. Più fortunati gli abitanti dell’Alto Sebino, che si sono visti decurtare “solo” il 21% delle entrate “centrali”.
Sempre nella zona di Lovere, il minor incremento della tassazione locale (7,52), mentre l’Isola bergamasca ha pagato il 25,23% di imposte in più.

Per quanto riguarda l’aspetto della spesa sociale, la differenza maggiore nel 2014 si è registrata nell’ambito di Grumello (-9,98%, con naturali e ovvie differenze tra i paesi che vanno dal -20 al +40%), mentre nell’Isola (a giustificazione della tassazione?) la spesa è stata addirittura incrementata di oltre il 2%. In sostanza, nel corso del 2014, per ogni cittadino bergamasco sono stati spesi, in media, 99,7 euro nel campo sociale, contro i 103,5 dell’anno precedente.

A Bergamo città, sono stati 155, 9 contro i 156.6, nella zona tra Brembo e Adda più di 130 euro contro i 127 del 2013.
“ Quella della “limatura” delle spese per il sociale, è una tendenza destinata a consolidarsi – sottolinea Francesco Corna, segretario della CISL di Bergamo -, dal momento che le previsioni per il prossimo anno non promettono inversioni di tendenza. Dalla Regione, tramite il riparto del Fondo Sociale arriveranno 5 milioni e 681 mila euro, contro gli oltre 6 milioni del 2015 e i quasi 7 milioni e mezzo del 2014”.

“Va dato atto ai comuni bergamaschi – continua Corna – di aver mantenuto un livello qualitativo e quantitativo della spesa sociale, nonostante evidenti difficoltà di bilancio. Questo significa anche che l’ente locale riconosce nel welfare, e nel livello di qualità dei servizi assistenziali, importanti strumenti di coesione del territorio”.

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