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Centraline in Val Vertova, WWF: “Senza i documenti richiesti in Provincia non si può procedere” foto

“Senza avere presentato la documentazione necessaria in Provincia non si può procedere a valutazione di Impatto ambientale. Dalla VIA si deve passare, ma a stabilirlo non è certo il committente”. A parlare è Enzo Mauri, del direttivo WWF Bergamo/Brescia.

“Senza avere presentato la documentazione necessaria in Provincia non si può procedere a valutazione di impatto ambientale”. A parlare è Enzo Mauri, del direttivo WWF Bergamo/Brescia, in qualità di referente che segue l’evolversi del progetto presentato da un immobiliare di Piancogno per la realizzazione di due centraline idroelettriche della potenza di 200KW ciascuna in Val Vertova. “Se l’immobiliare interessato a realizzare queste centraline non ha presentato né la documentazione richiesta né tantomeno una proroga, non è possibile procedere a VIA – spiega Mauri -. Quegli approfondimenti (dove, tra le altre cose, erano richieste analisi sull’inserimento paesistico dell’intervento, sull’aspetto geologico, la presenza floristica-vegetazionale ed elaborazioni a tema ittico-faunistico) servivano proprio a stabilire se assoggettare o meno a VIA il progetto. Senza tutto questo, non capisco come questa strada sia al momento percorribile”.

“L’Immobiliare 1°Sole ha chiesto l’archiviazione delle istanze presentate per la verifica di assoggettabilità a VIA dei due impianti idroelettrici in Val Vertova”, aveva dichiarato la settimana scorsa a Bergamonews il presidente della Provincia di Bergamo, Matteo Rossi. Ovvero: “il progetto vive al momento una fase di stallo, ma se la ditta deciderà di ripresentarlo la VIA sarà a quel punto obbligatoria”.

“Proprio come ha dichiarato Rossi, ciò non significa che l’immobiliare ha mollato la presa. Ma nel momento in cui il privato decidesse di riprendere in mano il progetto, la documentazione necessaria a stabilire se assoggettare o meno a VIA dovrà comunque essere presentata, affinché una commissione possa stabilire se quel progetto ha o meno impatto positivo sull’ambiente”. Ragion per cui: “L’immobiliare non ha ‘accettato’ di sottoporsi a valutazione di impatto ambientale, come qualcuno sostiene”. Il motivo? “Semplicemente perché non ha le facoltà per farlo. Dalla VIA si deve comunque passare, ma non è certo il committente a stabilirlo”.

“Questa, forse, è una partita già chiusa – continua Mauri -. Ma sembra che si stia giocando ben oltre il novantesimo minuto e, francamente, non capisco perché”.

Un altra cosa che in molti si chiedono è: per quale motivo un immobiliare dovrebbe investire nelle centraline? “Per una mera questione di carattere economico e di incentivi – sostiene Mauri -. Anche se il problema dell’energia idroelettrica andrebbe affrontato a livello nazionale, e non solo locale. La legge, infatti, stabilisce che più le centraline sono piccole e più alti sono gli incentivi. E questo, ovviamente, fa gola a molti…”.

E sull’esistenza di vincoli di tutela per quanto riguarda la Val Vertova: “Se ci fossero stati, probabilmente la società in questione avrebbe desistito. Una qualsiasi forma di tutela, considerato che il torrente sul quale si vogliono realizzare le centraline è l’asse turistico principale di questa valle, poteva scoraggiare l’interesse del privato. Ma di vincoli, purtroppo, non ce ne sono. Questo perché risultano scomodi, in quanto, ad esempio, potrebbero limitare fortemente l’afflusso turistico, la realizzazione di infrastrutture di vario genere e imporre divieti come quello di caccia e pesca. In sintesi, comporterebbero una gestione che tenga inevitabilmente conto delle peculiarità naturalistiche dell’area. E le amministrazioni, si sa, preferiscono avere le mani libere…”.

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