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Don Ginami tra i rifugiati e i perseguitati dall’Isis in Iraq

Don Luigi Ginami, bergamasco, ha iniziato lunedì 15 agosto il suo viaggio tra i rifugiati in un Iraq infuocato dal caldo. Pubblichiamo la sua pagina di diario.

Alle 10 di martedì 16 agosto giunge a prendermi a Erbil, Padre Yoshia Sana il parroco di Mangesh dal quale sarò ospite in questa settimana. Saliamo in macchina e partiamo per il piccolo paese di circa 3.000 abitanti ad una ora dal confine con la Turchia e la Siria.

Mentre il confine turco è praticabile quello per la Siria è impedito dalla presenza dell’Isis. Il nostro viaggio è di circa due ore e quaranta minuti. Sono sei i posti di blocco che dobbiamo superare, ma trovo grande rispetto per noi sacerdoti da parte di tutto l’esercito iracheno.
Sono ancora assonnato per le 4 ore di riposo notturno, ma interessatissimo a capire questa terra ed i cristiani che qui vivono.

Don Luigi Ginami tra i rifugiati in Iraq
Don Luigi Ginami tra i rifugiati in Iraq

Mentre scrivo sono seduto sui gradini della canonica a Mangesh ed anche se sono le sei del pomeriggio sono ancora 37 gradi, il caldo iracheno è formidabile! Il nostro fuoristrada passa a dieci minuti di macchina dalle postazioni dell’Isis siamo proprio vicino al Califfato nero.
Il padre mi mostra la strada che percorre una steppa molto simile a quella di Baghdad. Iniziamo a parlare dell’Isis. E di come i cristiani della vicina Mosul siano stati fatti scappare per avere salva la vita. Ormai a Mosul non esistono più cristiani e le chiese sono incendiate e distrutte.

Molti musulmani sono scappati perché non fedeli allo Stato Islamico, ma padre Yoshia mi dice che la loro accoglienza è problematica perché quando vengono accolti essi comunque si sentono superiori ai cristiani ed impongono loro le loro abitudini pur essendo accolti. Dunque l’aiuto deve andare prima di tutto ai cristiani. La scelta di conoscere Mangesh, Aaraden ed altri piccoli paesi sul confine con Siria e Turchia è la scelta di giungere al Kurdistan più dimenticato.
Mentre vicino alla capitale Erbil vedo le insegne dell’Onu, man mano saliamo verso il nord costeggiando la Piana di Ninive tale presenza è meno evidente ed i campi profughi permangono nella loro accresciuta povertà.

Don Luigi Ginami tra i rifugiati in Iraq
Don Luigi Ginami tra i rifugiati in Iraq
Don Luigi Ginami tra i rifugiati in Iraq

Giungiamo a Mangesh, entro nella canonica, qui non vi è corrente elettrica tutto il giorno e dunque vi è un generatore che mantiene la possibilità di frigorifero e poche cose come un cellulare…

Il caldo è molto forte i servizi igienici sono ridotti al l’essenziale vi è una turca per i propri bisogni con la difficoltà di avere acqua che si deve prendere da un pozzo. Non è assolutamente confortevole e il caldo fa il resto. Pranziamo con un frugale pasto, un po’ di riso piccante con qualche verdura e un po’ di frutta. Nulla di più. La comunità cristiana di Mangesh conta circa duecento famiglie.

Mentre quella musulmana ne fa il triplo, circa settecento.
Mentre sto scrivendo queste note la campana della chiesetta caldera invita i fedeli al vespro e alla santa Messa. Padre Yoshia mi lascia per celebrare la Messa e dopo aver dedicato una buona ora alla preghiera in questa serata dal caldo formidabile scrivo queste righe da inviarvi quando troverò un punto Wi-fi che mi permetta di far conoscere a tutti voi che mi seguite queste note. Sento un po’ di disagio per la mancanza delle comodità che in Italia abbiamo, per l’ambiente nuovo e soprattutto per la presenza di Isis a neppure una ora di strada.

Voglio fare un buon lavoro e tornare in Italia con una idea più chiara di questo mondo e con proposte concrete di aiuto. Il Signore mi aiuti per intercessione delle Santina. Avevo davvero un grande desiderio di giungere qui, devo fare tesoro di ogni secondo di incomodità e vivere fino in fondo ogni secondo e respirare con forza ogni istante che vivo. La nostra associazione deve essere assolutamente presente in questo luogo di mistero e di martirio.

Don Luigi Ginami tra i rifugiati in Iraq

Don Luigi Ginami tra i rifugiati in Iraq

Don Luigi Ginami tra i rifugiati in Iraq

Don Luigi Ginami tra i rifugiati in Iraq

Don Luigi Ginami tra i rifugiati in Iraq

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