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“Una minaccia alla sicurezza”: partita la class action contro i produttori di Pokèmon Go

Problemi legali per Pokemon Go. Dopo tanta popolarità con oltre 100 milioni di download con incassi stratosferici, stimati in circa 10 milioni di dollari al giorno, è notizia di questi giorni l’attivazione di class action negli Stati Uniti ed in Canada contro i produttori di Pokemon Go da parte di alcuni proprietari di case e terreni, i quali hanno deciso di promuovere questa azione civile stanchi di vedere a tutte le ore i propri giardini circondati dagli appassionati del gioco che, in più occasioni, avrebbero anche violato la proprietà, contenente appunto un Pokestop, per catturare gli animaletti.

Secondo i proprietari, un numero sempre più crescente di sconosciuti, infatti, chiedeva di accedere alle loro proprietà per andare alla ricerca dei Pokemon e, di conseguenza, gli stessi hanno deciso di lanciare le class action rivolte contro Niantic, The Pokemon Company e Nintendo, le quali attraverso il gioco, secondo le motivazioni delle citazioni, spingerebbero gli utenti “a commettere azioni che, altrimenti, non farebbero mai”.

Come è risaputo, Pokémon Go è un videogioco di tipo free-to-play basato su realtà aumentata geolocalizzata con GPS, sviluppato da Niantic per i sistemi operativi mobili iOS e Android, creato con la collaborazione di Game Freak, The Pokémon Company e Nintendo. Il gioco è compatibile con una periferica Bluetooth denominata Pokémon Go Plus, dispositivo progettato e realizzato da Nintendo.

Diversi milioni di utenti sono “impazziti” per acchiappare i mostriciattoli. “Ora c’e’ chi, ancora peggio – commenta Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti -, distratto dai mostriciattoli potrebbe essere spinto addirittura a commettere azioni illegali come la violazione di domicilio, che, altrimenti, non farebbe mai”.

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