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Musicisti in erba, band e cantautori di Bergamo: storie, sogni e problemi

Cosa vuol essere giovani e cercare di fare musica a Bergamo? Lo raccontano a Bergamonews alcune delle tantissime band formate da ragazzi e studenti della città. L'elenco è lunghissimo: per ora una dozzina tra gruppi e solisti (cantanti e cantautori) è passato dalla redazione a presentare la propria storia, i sogni e soprattutto le difficoltà. Li proporremo uno a uno.

Cosa vuol essere giovani e cercare di fare musica a Bergamo? Lo raccontano a Bergamonews alcune delle tantissime band formate da ragazzi e studenti della città.

L’elenco è lunghissimo: per ora una dozzina tra gruppi e solisti (cantanti e cantautori) è passato dalla redazione a presentare la propria storia, i sogni e soprattutto le difficoltà. Li proporremo uno a uno.

Matteo Amadini, o Mec, ha 20 anni ed è un rapper e ha spiegato quanto sia diverso “rappare” rispetto a come viene percepito. Alessia Gerardi invece è una cantautrice che ha partecipato a Io Canto quando aveva 11 anni. Anche Dario Pellegrini è un cantautore e si è fatto tutta la strada da Cisano Bergamasco per essere intervistato e suonare in diretta. Lorenzo Boffelli a 22 anni gestisce lo studio di registrazione Home Project Studio a Valtesse.

Il panorama delle band è molto vario e pure i generi: molti si definiscono Alternative Rock, ma c’è anche chi, come i Phantom Disclaim, è più orientato verso il Metal. C’è chi suona e vuole essere irriverente, come i Pinguini Tattici Nucleari o anche i Lonesome George, il cui nome si rifà a una tartaruga chiamata appunto “George il Solitario”, l’ultimo esemplare di una specie estinta a cui hanno celebrato persino i funerali di stato nel 2012 alle Galapagos dopo un fallito tentativo di accoppiamento. Lonesome George, Hinkypunk e Every One Else sono prevalentemente composti da ragazzi del Lussana, che tra tutte le scuole superiori di Bergamo sembra essere quella in cui è più presente la passione per la musica.

La band più eterogenea è quella dei Dyrish, il cui nome è l’unione dell’aggettivo inglese “Danish”, danese, e “Irish”, irlandese, perché i due ragazzi che l’hanno fondata hanno origini straniere. Le band più professionali sono quelle gestiti dai ragazzi più grandi, spesso studenti universitari. The Precipice ha trasformato la stanza per le interviste della redazione in uno studio di registrazione e, per i lettori che seguono Bergamonews anche sui Social Network, sono stati i primi a comparire in Live sulla pagina Facebook (in basso il video della loro esibizione).

Edge Of Memories, invece, è la band che ci ha raccontato di più, il suo obbiettivo è fare della passione un lavoro e vivere di musica, un po’ come fanno quei gruppi magari poco commerciali ma comunque famosi, come i Subsonica.

Intervistando i ragazzi abbiamo scoperto che possiamo fare una prima distinzione tra quelle composte da studenti nella scuola secondaria di secondo grado oppure all’università. Gli studenti delle superiori, infatti, hanno quasi tutti appena incominciato un percorso, che tutti i ragazzi più “anziani”, rivedendosi in loro, hanno descritto come “quel che serve per diventare musicisti e non rockstar”: una professione che “coinvolge a tutto tondo” e che li rende consapevoli di quanti ambiti abbraccia la musica.

Gli studenti universitari sono più consapevoli della musica e della difficoltà non solo di essere una band ma anche dei musicisti: “Sul palco non siamo solo cantanti, ad esempio siamo anche attori: siamo artisti – dicono gli Edge of Memories – Fuori dal palco invece dobbiamo crearci un’immagine come gruppo e non basta più andare in cerca di locali per suonare la sera, perché spesso i titolari vogliono parlare con un’agenzia di comunicazioni”.

E quali sono i problemi? Dai prezzi per nulla accessibili per registrare le canzoni o anche solo per suonare quando non si dispone di una sala prove, oppure quelli ancora più alti delle licenze SIAE per suonare nei locali la sera. Spesso i ragazzi si trovano di fronte porte chiuse anche dai privati, perché suonare live e soprattutto pezzi originali non attira pubblico e clienti, che preferiscono le cover (cioè re-intepretazioni) di canzoni note: a questo punto conviene ai locali mettere della semplice musica di sottofondo.

Ma non c’è alcuna intenzione di demordere e quando non si trovano le occasioni per esibirsi i musicisti in erba se le inventano: è così che dalle associazioni di studenti nascono spazi per i progetti musicali. La Giornata della Musica promossa dalla Consulta Provinciale Studentesca, PortArti finanziata da Fondazione Cariplo e iBand di iSchool sono solo alcuni nomi, per poi arrivare all’ultima edizione del Last Supper Party, la festa di fine anno degli studenti al Lazzaretto.

Così i ragazzi di Bergamo sognano. C’è chi vorrà fare della musica un mestiere e chi la sceglierà solo come un compagno di vita: a prescindere dai risultati, tutti loro avranno imparato lo sforzo di coltivare una passione, confrontandosi con le difficoltà e imparando il sacrificio e la perseveranza.

A questa prima “infornata” di suoni giovanili seguiranno di certo altre esperienze: aspettiamo i musicisti in erba a raccontarle dopo aver contattato la redazione allo 035211607 o bergamonews@gmail.com o ancora sulla pagina Facebook di Bergamonews.

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