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Fondi per Foppolo, si chiede chiarezza: botta e risposta tra sindaci su Facebook fotogallery

Spaccatura tra i Comuni della Valbrembana sui fondi Bim da destinare a Foppolo per la ripartenza degli impianti. Su Facebook, il botta e risposta tra il sindaco di Dossena Fabio Bonzi e quello di Lenna Jonathan Lobati, rispettivamente contrario e favorevole alla delibera passata con soli 20 voti favoreli su 37.

Spaccatura tra i Comuni della Valle Brembana sui fondi da destinare a Foppolo. Al centro delle polemiche, ancora una volta, il risanamento degli impianti sciistici facenti capo alla società Brembo Ski, andati distrutti dopo il rogo doloso che la notte dell’8 luglio ha devastato le seggiovie Quarta Baita e Montebello. Una vicenda oscura, sulla quale si sta tuttora indagando e sulla quale, al momento, vige una sola certezza: per salvare la stagione invernale, e con essa l’economia di buona parte della valle, occorre accelerare i tempi.

L’idea di mettere una mano sul cuore e l’altra al portafogli sembrava aver messo d’accordo (chi più, chi meno) tutti i sindaci della valle. Le cose hanno però preso una piega inaspettata la sera di lunedì 8 agosto, quando i primi cittadini si sono riuniti in Comunità Montana per votare lo sblocco dei 750mila euro provenienti dal Bim (Bacino imbrifero montano), che insieme ai circa 2 milioni raccolti tra i privati (47 operatori turistici della Val Brembana e una quindicina di imprenditori bergamaschi) e i 2 milioni e mezzo circa di Regione Lombardia, sarebbero serviti per l’installazione in tempo record della nuova cabinovia.

Nonostante le differenti prese di posizione, la delibera è passata: 20 i voti favorevoli su 37. Decisivi quelli dei primi cittadini leghisti e del centrodestra. Erano 7 gli assenti, 9 quelli che hanno lasciato l’aula in segno di protesta. Astenuto dal voto, invece, il commissario prefettizio di Carona, Andrea Iannotta.

I Comuni che più di tutti gli altri hanno contestato la votazione sono stati quelli di Averara, Bracca, Isola di Fondra, Moio de’ Calvi, Roncobello, San Giovanni Bianco, Ubiale di Clanezzo e Valnegra. E anche Dossena, con il sindaco Fabio Bonzi che ha affidato ai social il proprio disappunto. A scaldare gli animi, inoltre, l’ipotesi di recuperare le seggiovie danneggiate quando in precedenza si era sempre parlato di installare una nuova cabinovia.

“Parliamo tutti di urgenza, ma ad oggi non sappiamo ancora se dobbiamo ristrutturare l’esistente o mettere un impianto di risalita nuovo – attacca Bonzi su Facebook -. Se si decideva con più calma forse la spaccatura non si sarebbe creata”. Come molti dei suoi colleghi, il sindaco di Dossena non mette in dubbio l’importanza dello sci per il turismo in Val Brembana, piuttosto si chiede se: “Ha ancora senso continuare con finanziamenti-tampone senza aver chiaro quello che si vuole in futuro?”.

In programma, durante la serata, anche il voto per la creazione di un consorzio per la gestione dei soldi destinati agli impianti di cui avrebbero fatto parte tutti i sindaci, al fine di evitare che il denaro fosse gestito da Brembo Ski, azienda che già prima degli incendi barcollava sul baratro del fallimento: “L’idea del consorzio nasce da 2 esigenze – spiega Bonzi -. La prima: maggiore trasparenza nell’utilizzo dei fondi; la seconda: dare prospettive al turismo sciistico, e non solo, dell’alta valle. Un turismo che non può guardare a singoli paesi ma ad un sistema di messa in rete, in modo che il sistema neve della valle possa diventare un’esperienza pilota anche per Regione Lombardia”. E ancora: “Neve in Valle Brembana non significa solo Foppolo. Significa Foppolo, Valtorta, Piazzatorre, Cusio, Oltre il Colle“, e via dicendo.

Tra coloro che hanno votato a favore, invece, c’è Jonathan Lobati, sindaco di Lenna e consigliere in Provincia: “L‘idea proposta dall’amico e sindaco di Dossena non è sbagliata nel contenuto (anzi), è sbagliata nei tempi perché (a causa di un incendio) siamo costretti a dare una risposta veloce e risoluta per avere la certezza di avere le stazione aperta già quest’inverno – scrive sempre su Facebook -. L’unico strumento veloce è far transitare i soldi dal comune proprietario che ha tempi strettissimi per dare una risposta e far partire i lavori della nuova cabinovia”.

E nel caso la cabinovia non fosse pronta per dicembre? “E’ opportuno – continua Lobati – prevedere anche il piano ‘B’ che è quello della sistemazione delle seggiovie bruciate così da avere la certezza dell’apertura. Detto questo i soldi sono vincolati alla realizzazione dell’intervento (non potranno essere usati per altro) e soprattutto queste risorse non andranno alla Brembo Ski”.

Ed è proprio su questo punto che insiste il sindaco di Lenna: “Provate a immaginare che Brembo Ski e i suoi problemi non esistano ma che la stazione venga gestita da Itb (che gestisce Valtorta) e che è risaputo essere una società seria, il problema dell’impianto bruciato non ci sarebbe? L’impianto è di proprietà del Comune e chiunque vuole gestire la stazione ne ha bisogno, sia che si tratti delle seggiovie vecchie che della cabinovia nuova (insieme all’aiuto della Regione). A mio avviso il consorzio dovrebbe coordinare tutte le attività turistiche e lasciare che il pubblico si occupi della realizzazione delle infrastrutture (impianti) e si affidi con bando la gestione. Oggi però i tempi non ci sono, serviva un segnale di concretezza che è stato dato, sarà mia premura controllare visto che tramite la Provincia parteciperò alle segreterie tecniche dell’accordo di programma, che i soldi vengano spesi per queste opere. Ora credo si debba lavorare alla proposta emersa ieri per far sciare i nostri ragazzi a costi ridotti perché lo sport è palestra di vita”.

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