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Bryan Cabezas, 19 anni e tanta voglia di emulare Caniggia: “Dimostrerò quanto valgo”

Bryan Cabezas sarà il primo ecuadoregno a vestire la maglia dell'Atalanta, in quasi 110 anni di storia.

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Nerazzurro era (nell’Independiente) e nerazzurro continuerà ad essere, di corsa come prima e (speriamo) più di prima.

Bryan Cabezas sarà il primo ecuadoregno a vestire la maglia dell’Atalanta, in quasi 110 anni di storia.

Lui che, pur giovanissimo (19 anni) ha già fatto parlare dì sé in Coppa Libertadores per i suoi gol e i suoi assist e piaceva molto anche ai brasiliani del Gremio. Ma ha scelto l’Atalanta perché, ha spiegato alla presentazione a Zingonia, “sognavo l’Europa, nel nostro Paese oltre alla Liga e alla Premier seguiamo molto anche la serie A. Ho visto giocare l’Atalanta e mi è piaciuta, spero di dare il meglio qui”.

Conquistato dal club che ha come simbolo la ninfa della corsa, Bryan ha attirato l’attenzione degli osservatori proprio per le sue doti di velocità e dribbling in piena corsa sulla fascia sinistra, la sua preferita (è mancino), oltre a una discreta fisicità ( è alto 1,82 per 72 chili).

“Per noi è un valore aggiunto, farà tanti assist” assicura il responsabile dell’area tecnica, Giovanni Sartori. “Lo seguivamo da un anno, direi che ha caratteristiche simili più a D’Alessandro che a Gomez e se pensiamo al passato potrei paragonarlo a Schelotto: Cabezas è più tecnico, ma ha quella gamba. Il Gremio – continua Sartori – voleva Cabezas e aveva fatto un’offerta scritta, ma Bryan ha preferito scegliere l’Atalanta. Se farà una brillante carriera dipende da lui e se avrà la testa giusta”.

Bryan fin da piccolo (11 anni) si è staccato dalla sua famiglia, papà, mamma e fratello e dalla sua città, Quevedo, determinato a inseguire il suo sogno di diventare calciatore, dopo aver praticato l’atletica da cui ha portato in dote la velocità. Spiega: “Ho avuto l’opportunità di venire in Italia, fisicamente sto bene e voglio dimostrare di poter giocare in questo campionato, magari aprendo la strada ad altri miei connazionali. Sono contento di essere qui perché mi sono informato, ho visto giocare l’Atalanta e so che ha un grande tifo. Il mio modello? Beh sicuramente Antonio Valencia del Manchester United (esterno, detto El Ferrari per la sua velocità, ndr) uno che si è affermato nella Premier, anche se lui gioca sulla fascia destra”-

Cabezas non si fa cogliere impreparato nemmeno quando gli ricordiamo un mito dei tifosi atalantini, Claudio Caniggia, il figlio del vento che con le sue corse faceva impazzire gli avversari: “Lo so, mi sono informato sui grandi giocatori dell’Atalanta e Caniggia è certamente uno che ha fatto la storia dei nerazzurri”.

Sartori non smentisce le voci su Renny Jaramillo, centrocampista diciottenne, compagno di squadra di Cabezas nell’Independiente: “E’ una possibilità, ma se ne riparlerà a gennaio, anche perché è extracomunitario”.

Cabezas tornerà al suo Paese per completare le pratiche del trasferimento: dovrebbe essere disponibile per Gasperini per l’avvio del campionato, il prossimo 21 agosto.

Per il resto del mercato, Sartori fa… muro o dribbla.

Sportiello? “Se ne dicono tante, la maggior parte sono informazioni sbagliate. La verità è che non c’è nessuna trattativa ufficiale, probabilmente c’è un interesse del Napoli, ma non è detto che Sportiello venga ceduto. Noi non lo vorremmo dare”.

Il portiere potrebbe essere un po’ scombussolato da questa vicenda e Sartori ammette: “Sportiello è relativamente sereno, magari con qualcuno ha parlato di questa ipotesi di trasferimento (il diesse Giuntoli è stato prima con Sportiello al Carpi, ndr)”.

Quanto alle dichiarazioni di Gasperini, che in sostanza ha fatto capire di voler gente motivata, non con la testa altrove, Sartori ha aggiunto: “Mi pare che non ci sia nessuna tensione e penso che non ce ne saranno. Il mister ha solo precisato, proprio perché ha stima di Sportiello e lo vede come primo all’Atalanta e non a fare il secondo altrove. Ma siccome ha avuto l’impressione che Sportiello fosse distratto, il mister ha suonato il campanello d’allarme”.

“Ma Sportiello” continua Sartori “ha ancora la maglia dell’Atalanta, come del resto Gomez. Nessuna trattativa, per noi sono incedibili”.

Quanto a Paloschi, da attaccante ad attaccante, Sartori chiude: “Non sono preoccupato se Alberto non ha fatto gol nelle ultime due partite. Ha sofferto un po’ di più, deve adattarsi al modulo del mister, al Chievo aveva una spalla, davanti giocavano in due, ora è da solo. Diamo tempo al tempo. Arrivi? Ma non abbiamo anche Pinilla?”.

(Foto atalanta.it)

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