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Treviglio, via tre aule dal liceo Weil, i docenti: “Noi, schiacciati e umiliati”

Il "comitato di protesta" dei docenti del liceo Simone Weil contro l'ultimo provvedimento che, da via Tasso, è stato preso in materia di programmazione e gestione del patrimonio di edilizia scolastica nel quale è prevista la cessione di tre aule del liceo trevigliese a favore dell'istituto tecnico Oberdan.

“Una fisarmonica condannata a restringersi e mai a dilatarsi”. È con questa immagine che il “comitato di protesta” dei docenti del liceo Simone Weil composto da Monica Bussini, Debora Farronato, Dolores Ceredi, Fabrizio De Liguoro, Francesca Possenti, Gian Battista Scrivanti, Anna Vecchi e Ilaria Ziliani commenta l’ultimo provvedimento che, da via Tasso, è stato preso in materia di programmazione e gestione del patrimonio di edilizia scolastica nel quale è prevista la cessione di tre aule del liceo trevigliese a favore dell’istituto tecnico Oberdan.

Per gli studenti del classico e del linguistico, che con quelli della vicina ragioneria condividono l’edificio del Filandone, è dunque previsto il rientro nella sede di via Galvani (che attualmente ospita l’indirizzo artistico) nella quale, sempre secondo le previsioni, verranno ricavate cinque aule in diversi spazi tra cui la sala professori, una delle due segreterie e il laboratorio di progettazione delle attività artistiche.

E oltre alla perdita di spazi destinati all’attività didattica ed amministrativa, l’attenzione dei docenti, ormai sul piede di guerra, è anche rivolta verso la sicurezza: come da loro evidenziato, nelle classi dovranno sgomitare, perché sottodimensionate, dai 27 ai 30 alunni in media per ciascuna.

Una “perdita di spazi in funzione alle necessità dell’Oberdan” che i docenti del Weil, assieme a genitori e studenti, mal digeriscono e di cui, anzi, ne evidenziano la contrapposizione del relativo provvedimento made in Provincia nonostante le iscrizioni siano in aumento, infatti: “A fronte di queste disposizioni – fanno sapere i docenti – la logica suggerirebbe che il nostro liceo sia in contrazione; e invece è in espansione, con 60 studenti in più rispetto allo scorso anno scolastico e la necessità, peraltro espressa alla Provincia, di due spazi aggiuntivi”.

Poi, l’appello: “Il nostro vuole essere un appello al buon senso e all’equità, nel vedere da un lato invitanti bandi ministeriali per finanziamenti molto ‘smart’, relativi a nuovi ambienti per l’apprendimento tecnologicamente all’avanguardia e, dall’altro, risoluzioni ottuse che alimentano tra le scuole trevigliesi i conflitti di interesse e la lotta per accaparrarsi metri quadri vitali.

La lungimiranza di pensiero e di azione dovrebbe essere la qualità fondante di un buon governo e di una conseguente ‘buona scuola’: noi ci sentiamo minacciati nella nostra stessa sopravvivenza, schiacciati e umiliati da una prospettiva meschina e a brevissimo termine, che dimostra di non tenere in nessuna considerazione, al di là della nostra professionalità, già ampiamente screditata dalle politiche nazionali, i diritti dei nostri studenti e la significativa ricaduta culturale che la loro preparazione produce su e ben oltre questo territorio”.

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