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Mariella e Cristina Radici: “Nonna Luciana e quel posto sempre in più a tavola”

Scatti pubblici, ricordi privati. Se di Luciana Previtali Radici si hanno foto e ricordi del suo impegno pubblico, Mariella e Cristina Radici, due nipoti, ci donano uno sguardo privato della nonna scomparsa a 90 anni lunedì 8 agosto.

“Nonna, siamo in tre”. Bastava una telefonata per aggiornare le presenze al pranzo della domenica. Lei aggiornava il numero e preparava. Ma se arrivavi anche all’ultimo, lei ti aspettava sempre con il sorriso.

Se di Luciana Previtali Radici – scomparsa lunedì 8 agosto all’età di 90 anni – ci sono molte immagini pubbliche visto il suo impegno sociale, la nipote Mariella Radici ci apre l’album dei ricordi privati per donarci l’immagine di un’altra Luciana. Quella della Nonna. La “enne” maiuscola non è scelta a caso.

“Ci aspettava sempre, la domenica c’erano pranzi anche per 30 persone, ci voleva riuniti per chiacchierare, per parlare tra di noi – racconta Mariella -. Imbandiva un grande buffet e predisponeva sempre dei posti in più. Un modo elegante e silenzioso per dirti che un posto per te, lei lo aveva sempre riservato. Nonna era così. Anche se la famiglia si allargava, con i nipoti e pronipoti che aumentavano negli anni, lei ci voleva sempre accanto a sé. Uniti. Anche nei pomeriggi in piscina con tutti i nipoti, non credo abbia mai detto un no a nessuno di noi”.

Una donna dal carattere deciso e dai modi gentili e materni. Amava le feste. La sua in particolare.

“A Santa Lucia, il 13 dicembre, il giorno del suo compleanno e onomastico, organizzava una festa che era un appuntamento fisso, impossibile mancare: imperdibile – continua Mariella -. L’anno scorso, per i suoi 90 anni, le abbiamo organizzato una festa a sorpresa. Eravamo tutti in maschera, una festa in stile charleston, e lei si divertì molto. Aveva ballato fino alla fine. Una nonna inesauribile che aveva mostrato ancora una volta la sua gioia di vivere, la sua grinta. Aveva anche una macchina per fare i fuochi d’artificio. Se ci penso, mi scappa ancora un sorriso”.

Luciana Previtali Radici

E sulle feste di Luciana Previtali Radici si apre un capitolo a parte.

“Credo siano memorabili quelle in Monga, in montagna – conclude Mariella – riusciva ad organizzare feste alle quali partecipavano persino mille persone. Lei e nonno Gianni organizzavano, ma la cifra di quelle feste era la semplicità, il far sentire tutti a casa, in una grande famiglia. A noi mancherà, questo l’ho messo in conto. Ma sono certa che mancherà a molti. Chi l’ha conosciuta, porterà nel cuore la sua voglia di vivere, il suo entusiasmo, il suo infinito desiderio di conoscere e di donarsi. Perché la sua cifra era la generosità”.

Cristina Radici ricorda: “Anche da quando ero diventata mamma mi è sempre stata vicina. Era dolcissima e carina. Mi chiamava spesso o mi mandava messaggi in whatsapp (era troppo avanti!) per chiedermi come stavo e come stavano i bambini”.

Luciana Previtali Radici

“Le chiedevo spesso come aveva fatto a crescerne sei.. Io ne ho solo tre… Lei mi rispondeva: “erano altri tempi! I bambini venivano su da soli. Oggi gli state troppo dietro!” – prosegue Cristina -. Ultimamente, ogni tanto, quando era in ospedale andavo a trovarla e a portarle il gelato all’amarena con i miei figli. Le distruggevano la camera! Ma si vedeva che lei era davvero felice di averci li! Era davvero piena di vita nonostante gli ultimi mesi passati lì. Aveva persino il suo specchio, i suoi trucchi, il suo profumo, i suoi elastici, braccialetti e orecchini e tutte le mattine si agghindava e sceglieva come sistemarsi perché per lei mai bisognava trascurarsi! È stata sì una donna d’altri tempi, ma è anche stata semplicemente una nonna semplice e gentile, che non si soffermava mai su una stessa idea: andava oltre. Non è mai stata una donna tradizionale, ma al di fuori degli schemi”.

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