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Cagnotto-Dallapè d’argento, Ferrara di Fin tuffi: “Orgoglio nazionale, Bergamo presto al top”

La responsabile del settore tuffi di Fin Lombardia: "A fare la differenza nella preparazione sono le strutture. Bergamo per ora c'è, ma bisogna continuare a investire e crescere per raggiungere i cinesi, ad ora inarrivabili"

Domenica notte, alle Olimpiadi di Rio, Tania Cagnotto e Francesca Dellapè sono salite sul podio guadagnandosi l’argento.

Una festa per tutta l’Italia dal momento che la coppia non aveva mai conquistato una medaglia olimpica.

A questo proposito Beatrice Ferrara, Comitato Regionale Lombardo Fin (settore tuffi) ed ex presidente di Bergamo Nuoto, si unisce all’euforia azzurra: “I tuffi sono una disciplina di nicchia, uno sport non molto praticato – spiega Ferrara – ma è proprio questo che ci ha permesso di stare vicino a Tania e Francesca, come se fossimo una piccola famiglia”.

Nonostante la partecipazione a cinque olimpiadi e l’ultimo grande risultato, la Cagnotto continua a rimanere con i piedi per terra: “E’ un’atleta simbolo, un punto di riferimento per la nazione e soprattutto per il centro tuffi di Bergamo, ma la sua fama non l’ha mai distratta dall’obiettivo principale. E’ una ragazza semplice – continua Ferrara -, determinata nel suo sogno e professionale, sempre presente agli allenamenti”.

Quattro anni fa Beatrice Ferrara alle Olimpiadi di Londra ha visto sfumare in diretta il sogno del terzo posto per le due tuffatrici: “Si trattava di pochi centesimi – spiega -, tutti temevamo che per la delusione le ragazze avrebbero lasciato, ma fortunatamente la loro perseveranza e forza di volontà ha prevalso su tutto il resto e ha permesso di arrivare fin qui”.

Qual è dunque il segreto che ha portato Tania Cagnotto e Francesca Dellapè a conquistare la medaglia olimpica? “Quello bisogna chiederlo a loro – risponde Beatrice sorridendo -. Forse la sensazione di non aver mai fatto abbastanza, l’allenarsi ogni giorno con costanza, ripetere lo stesso tuffo anche centinaia di volte e soffermarsi soprattutto sui particolari dove si nascondono le insidie”.

Per quanto riguarda i tuffi, i bergamaschi sembrano avere due giovani premesse: Laura Anna Granelli e Stefano Belotti. “Oltre a loro c’è dietro un movimento di più piccoli che si stanno allenando con costanza e che promettono buoni risultati per il futuro”.

Si può dunque affermare che il centro tuffi di Bergamo è in grado di ospitare e sostenere le attività acquatiche anche ad alti livelli: “Nel 2009 gli impianti sono stati adeguati e migliorati anche per ospitare manifestazioni ed eventi importanti – commenta Ferrara -, l’obiettivo dell’associazione è di dare delle possibilità ai giovani atleti”.

Nonostante questo, però, c’è un problema di fondo: “I tuffi sono una disciplina molto tecnica e gli allenamenti professionali si svolgono anche a secco, in palestre chiuse e specifiche con vasche in gomma piuma”.

Il vantaggio di questa attrezzatura è di simulare i tuffi in acqua e ripeterli anche molte volte consecutivamente, garantendo all’atleta una preparazione più completa. “Purtroppo nel centro tuffi di Bergamo non abbiamo questo tipo di palestre, ce ne sono solo una a Bolzano e una a Roma: si tratta della prima palestra nazionale specializzata in tuffi”.

Beatrice Ferrara afferma dunque che all’Italia non mancano atleti di qualità ma infrastrutture che sono in grado di sviluppare al massimo tutte le potenzialità di chi si allena: “Per questo motivo i cinesi sono sempre una spanna sopra l’Italia – spiega -, investono molti soldi nelle discipline sportive, soprattutto nei tuffi. Nonostante tutto l’Italia, con la sua fantasia, determinazione e voglia, è sempre riuscita a dire la sua a livello olimpionico, l’importante – conclude – è crederci e avere fiducia nei nostri atleti”.

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