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Bergamo, a caccia di Pokèmon con Comix Revolution: “Ci divertiamo in sicurezza” fotogallery

«La sicurezza prima di tutto!» è il motto della prima Pokèmon GO ATW promossa da Comix Revolution che si è tenuta sabato 6 agosto

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“La sicurezza prima di tutto!” è il motto della prima Pokèmon GO ATW promossa da Comix Revolution, il negozio di fumetti in Galleria Fanzago, che si è tenuta sabato 6 agosto. “ATW significa authorized training walk, ossia camminata di allenamento sicura”, spiega Massimiliano “Max” Zazzi, il titolare.

Perché è sicura? La risposta è molto semplice: “Ho personalmente contattato Comune e Questura prima di organizzare questa giornata, sottoponendogli il tragitto che avevamo ideato. Le autorità hanno approvato il percorso e confermato che il gruppo non avrebbe creato intralcio alla circolazione. Inoltre ci hanno assicurato che ci avrebbero fatto accompagnare da un vigile se fosse stato necessario”. Ma, a quanto pare, non è servito.

Con questa trovata originale, Max può dire di aver ovviato in parte al problema della sicurezza: così i ragazzi non hanno rinunciato a giocare e sono a riparo delle critiche di molti, specialmente i genitori, che soprattutto sui social manifestano la loro disapprovazione per il gioco. Infatti, è capitato anche in Italia che alcuni giocatori siano stati multati perché giocavano alla guida e questi casi sono stati presi tanto sul serio che Codacons ha proposto di vietare il download dell’app in Italia.

Mentre si gioca non deve mancare il senso civico e il rispetto delle regole, ma quando si è soli è più facile distrarsi e chiudere un occhio. In gruppo è più facile non distrarsi e, soprattutto, è più divertente.

Prima della partenza non si finisce mai con le raccomandazioni, giustamente severe: “Prima vi guardate intorno e poi catturate i Pokémon. Quel che è dall’altra parte della strada resta dall’altra parte: niente attraversamenti sconsiderati”. Inoltre, ci sono pure due aprifila e chiudifila per controllare il gruppo, per assicurarsi che nessuno rimanga indietro.

“Siamo veramente soddisfatti del risultato. È la settimana di Ferragosto e ci sono più di 50 persone che hanno aderito” continua Max, senza contare poi tutti i ragazzi che si sono aggiunti anche momentaneamente durante la marcia. Lungo via XX Settembre, infatti, tanti altri curiosi si sono affiancati, anche solo per chiedere di cosa si tratta: la fila ordinata di “allenatori” non è passa inosservata, soprattutto perché tutti i partecipanti hanno un piccolo pettorale attaccato alla maglia o ai pantaloni.”Dovevano anche esserci le spille ufficiali – continua Max – ma non sono arrivate. Per giustificare il ritardo ho detto ai ragazzi che sono sull’aereo della DHL che ha ‘parcheggiato’ sulla tangenziale, ma la realtà non è poi così diversa: il camion che li trasportava ha avuto un incidente in Germania. Quando arriveranno, i partecipanti che porteranno il loro pettorale potranno ritirarla”.

E chi paga? “Io! Le ATW sono innovative anche perché non sono a fine di lucro. Abbiamo richiesto una email e il team a cui appartiene ogni partecipante per tenerli aggiornati sui prossimi eventi: non solo altre edizioni, ma anche tornei a squadre”. Il gioco infatti è ancora molto limitato: non ci sono interazioni tra i giocatori. Le lotte e gli scambi che da sempre contraddistinguono il marchio Pokémon sono assenti e inoltre, anche se all’inizio viene chiesto a ogni giocatore di scegliere una squadra di appartenenza (rosso, blu o giallo), all’interno del gioco non è ancora previsto un modo di coinvolgere le squadre in alcun tipo di gara. “Abbiamo qualche idea in mente, ma è un segreto!” scherza Max, che se la ride.

Le ATW possono essere davvero la soluzione al gioco sfrenato? Al Comix Revolution tutti credono di sì. “C’è una cosa su cui ho insistito particolarmente quando ho scritto alle istituzioni: Comix Revolution non è un locale che vuole vendere e basta. Siamo diventati un punto di riferimento per i giovani e la fumetteria è ora un punto di aggregazione per i ragazzi. Ho una responsabilità morale, civile e sociale che mi spinge a organizzare questo tipo di eventi. Non vedo soltanto un prodotto, non offro un servizio: creo intrattenimento”.

La ricompensa più grande, d’altronde, sono gli applausi e i sorrisi dei ragazzi, che hanno stretto nuove amicizie dopo la loro prima “avventura sicura”.

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