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Per l’Atalanta del Gasp servono ancora lavoro e qualche acquisto fotogallery

I rigori premiano i tedeschi dell’Eintracht Francoforte che si aggiudicano il trofeo Bortolotti. Più ombre che luci per un’Atalanta che solo a tratti riesce a tenere testa ai non irresistibili tedeschi, accompagnati da una folta rappresentanza di supporter gemellati con la curva atalantina.

Tanta festa, altrettanta scenografia. Calcio quasi vero dal quale per ora ne esce un’Atalanta confusa nell’applicazione degli schemi che chiede mister Gasperini. Nessun allarme ma la consapevolezza che c’è ancora molto da lavorare e l’organico per forza di cose deve essere integrato. Magari proprio cominciando dove Gasperini ha dichiarato di essere a posto. Nella linea a quattro di metà campo.

Ma andiamo per ordine. Gasperini non è l’integralista che ci aspettavamo oppure è pure lui in confusione ? Niente affatto, lo aveva già dichiarato. “Nel corso della gara aspettatevi più moduli”. Aggiungiamo noi, specie se quello iniziale non porta gioco e risultati.

Così è stato. Per sessanta minuti l’Atalanta che oggi potrebbe essere quella vera, stenta, pur con l’iniziale vantaggio del Papu, con il 3-4-3, che poi quando difende non è altro che un 5-4-1. Per passare poi a un inedito 4-3-2-1 con Petagna a fare il Paloschi , con Freuler ( boh ? ) e Gomez alle spalle. Salvo poi finire con un poco comprensibile 4-4-2.

Nella linea a tre il più convincente e anche determinante per il gol del pareggio è Toloi. Il più in difficoltà Masiello. Già si sapeva, visto che Gasperini gli chiede un gioco d’impostazione che non è nel suo dna.

A sorpresa ma in negativo Sportiello. E’ colpevole su entrambi i gol e non si capisce chi gli abbia concesso di battere, sbagliandolo, il calcio di rigore. Facile pensare che abbia la testa già lontana da Bergamo.

La novità non positiva è Spinazzola, in campo tutta la gara , titolare nella linea a 4 al posto di Dramè . Mentre dalla parte opposta è appena sufficiente Conti. Convince lo strapotere fisico di Kessie autore dell’apertura per D’Alessandro che porta al primo gol del Papu. Mentre Gasperini non convince nessuno togliendolo per fare posto a Carmona, che pur con grande volontà denuncia tutta la lunga assenza dal calcio vero.

Non lascia traccia nemmeno Kurtic, in campo tutta la partita. L’impressione che in questa metà campo di abbondanza, come aveva detto Gasperini, manchi proprio l’elemento che abbia il passo per entrare nella difesa avversaria. Non hanno queste caratteristiche Kessie, Kurtic e Carmona. Nemmeno Freuler, Gagliardini e Migliaccio. Tanto per intenderci.

In attacco si è visto solo a tratti D’Alessandro. Un Papu Gomez non lontano dai consueti livelli, nuovo capitano speriamo non alla Icardi. Paloschi si è visto poco. Rimane l’impressione che sia il più penalizzato dagli esterni, Conti e Spinazzola, timorosi a salire e dai centrocampisti come spiegato troppo difensivi.

Complessivamente una prima Atalanta da rivedere, come il suo allenatore. Non è tempo di bocciature, ma di consapevolezza che serve tempo e aiuto dal mercato.

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