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Il mago Silvan e l’amicizia con Loris Capovilla: “Un onore, ne ho parlato anche con il Papa”

Aldo Savoldello, in arte il Mago Silvan, racconta la profonda amicizia con don Loris Capovilla, il segretario particolare di Papa Giovanni XXIII scomparso a 100 anni il 26 maggio scorso: “Alla notizia ho pianto e non mi capita spesso”.

Un’amicizia lunga più di mezzo secolo nata quasi per caso ma talmente forte da rendere orgogliosi, al punto da parlarne anche con Papa Francesco: Aldo Savoldello, in arte il Mago Silvan, non dimenticherà mai quella sera del 1958 quando per la prima volta incontrò Loris Capovilla, il segretario particolare di Papa Giovanni XXIII scomparso a 100 anni il 26 maggio scorso.

“Fui invitato a esibirmi in un salone meraviglioso del Patriarcato di Venezia di fronte al cardinale Angelo Roncalli – spiega – Durante il numero della manipolazione delle palle da biliardo all’improvviso la musica si interruppe. Subito il cardinal Capovilla si alzò dalla platea e andò personalmente dietro il sipario per capire cosa non andasse. Si era inceppato il piccolo registratore col quale diffondevamo la musica e Loris ci mise le mani, riuscendo a farlo ripartire. Quando, pochi istanti più tardi, il problema si ripropose mio fratello risolse la cose simulando il Bolero di Ravel battendo i palmi delle mani su un tavolo e pronunciando velocemente ‘tochi de pan’: l’episodio ovviamente suscitò l’iralità dei presenti e al termine dello spettacolo il cardinal Capovilla venne personalmente a complimentarsi con me, consegnandomi anche un quadro della Madonna Nera a cui lui era particolarmente legato”.

In quegli anni Capovilla prestava la sua opera a Santa Maria delle Grazie, dove venivano curate le malattie infettive, e il mago Silvan ricorda con un sorriso il momento in cui fu chiamato da Papa Roncalli per fare il segretario: “A Roncalli dissero che così magro e minuto era anche molto cagionevole: e invece lo scorso 14 ottobre ha compiuto 100 anni”.

Ancora oggi il mago Silvan conserva nel suo studio di Roma una foto di Loris Capovilla con il padre, a sua volta molto amico del cardinale e di Papa Roncalli: “La nostra amicizia è stata puntellata nel tempo da moltissime cartoline che gli scrivevo: appena ne avevo l’occasione andavo a Venezia a trovarlo al Patriarcato e più volte l’ho invitato nella mia casa nella Capitale. Si era legato tantissimo anche alla mia famiglia e ogni volta che ci sentivamo per telefono mi sorprendevo di come si ricordasse sempre di tutti noi: non voleva che lo chiamassimo eminenza e ogni anno per Pasqua ci mandava la sua benedizione”.

Silvan lo ricorda come un uomo dalla memoria prodigiosa e di grande intelligenza: una persona umile e riservata, dalla mente fervida, di una semplicità che affascina.

“Ma soprattutto era capace di ascoltare – aggiunge Silvan – Lo sentivo molto vicino a me spiritualmente: parlavamo di temi religiosi, politici, di attualità, del Papa. Leggeva i miei libri e mi faceva domande sulla magia”.

Appreso delle sue precarie condizioni di salute, Silvan ha provato a contattarlo due settimane prima della morte: “Non riuscii a parlarci subito ma fu lui stesso a cercarmi poco dopo: per me è stato un dono del cielo. È stata una persona importante a cui ho dedicato un passaggio della mia autobiografia ‘La magia della vita’: libro che, come tutti i miei altri, Loris ha letto e apprezzato, dicendosi onorato della citazione”.

mago Silvan

Il 10 giugno, prima di esibirsi a Roma per il Giubileo degli Ammalati e delle Persone disabili, Silvan ha avuto l’onore di incontrare Papa Francesco (nella foto silvanmagic.com) al quale ha confidato l’amicizia con Loris Capovilla, elevato a cardinale proprio da Bergoglio: “Mi è venuto spontaneo parlargliene e il pontefice ne è rimasto sorpreso oltre che felice: è stato un momento davvero toccante”.

L’ultimo incontro tra il mago Silvan e il cardinal Capovilla a Camaitino (nella foto), con l’aiuto dell’amico Pietro Ghislandi: “Io mi trovavo a Bergamo per uno spettacolo e confidai a Pietro la mia volontà di vedermi con don Loris. Come sempre mi sono sentito onorato: io alla fine sono solo un umile prestigiatore, eppure Loris sin dall’inizio mi ha rivolto la sua amicizia e simpatia. Alla notizia della sua scomparsa ho pianto e non mi accade spesso”.

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