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Italcementi di Calusco: la Provincia chiede un’indagine epidemiologica

Italcementi dovrà procedere ad effettuare un’indagine epidemiologica per quanto riguarda lo stabilimento di Calusco d’Adda e in particolare l’impatto che avrebbe l’aumento da 30mila a 110mila tonnellate di CSS (combustibile solido secondario, cioè rifiuti non pericolosi), oggetto di un’istanza di autorizzazione presentata nell’ottobre 2014 e tuttora in corso.

Italcementi dovrà procedere ad effettuare un’indagine epidemiologica per quanto riguarda lo stabilimento di Calusco d’Adda e in particolare l’impatto che avrebbe l’aumento da 30mila a 110mila tonnellate di CSS (combustibile solido secondario, cioè rifiuti non pericolosi), oggetto di un’istanza di autorizzazione presentata nell’ottobre 2014 e tuttora in corso.

Sulla base del parere di ATS trasmesso a via Tasso sullo studio di impatto ambientale presentato dall’azienda, l’ufficio competente del Settore Ambiente della Provincia ha invitato Italcementi, con una lettera spedita martedì, a integrare l’istanza presentata.

Nella lettera si dice che ATS ha valutato positivamente la metodologia adottata e le conclusioni dello studio effettuato dalla ditta utilizzando l’approccio tossicologico, ma che vista la presenza di alcune criticità sanitarie presenti nell’Isola bergamasca e nel Comune di Calusco, si chiede che venga effettuata un’ulteriore analisi utilizzando l’approccio epidemiologico, secondo le Linee guida approvate dalla Regione Lombardia. Con la lettera inviata dalla Provincia il procedimento di autorizzazione viene quindi sospeso in attesa che l’azienda faccia pervenire l’integrazione richiesta.

Si tratta di una svolta importante, poiché l’effettuazione di questo tipo di indagine era molto attesa dai Comitati di cittadini preoccupati per l’impatto sulla salute di questo tipo di combustibile, ed era anche uno degli obiettivi espressi in una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale lo scorso 22 marzo.

“Accolgo favorevolmente il parere Ats che segue le indicazioni espresse dal Consiglio Provinciale facendo proprie le richieste della Cib e dei comitati. Oltre al rispetto dei limiti di inquinamento imposti dalla legge, sul territorio dell’Isola vogliamo tentare tutte le strade possibili per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini – afferma il presidente Matteo Rossi. – E’ compito della politica promuovere lo sviluppo del territorio in modo da non minacciare l’ambiente e la salute. Dall’Ats ci aspettiamo quindi massima collaborazione anche sull’Osservatorio ambientale voluto dai Sindaci del territorio”.

Nella mozione approvata lo scorso marzo il Consiglio ha espresso anche la volontà di rendere protagonista l’Osservatorio ambientale della Comunità dell’Isola bergamasca, nato circa un anno fa da una convenzione con la Provincia, perché monitori costantemente l’impianto e le sue emissioni rendendo pubblici e fruibili i risultati, far sì che vengano adottate tutte le tecnologie disponibili per l’abbattimento delle emissioni dell’impianto, e infine dare seguito e concretizzare un accordo tra l’azienda e le amministratori locali che prevedeva come opera di compensazione l’attivazione di uno scalo ferroviario presso lo stabilimento, al fine di migliorare le opportunità di mobilità alternative al traffico su gomma, sia per le merci che per le persone, e quindi innescare un percorso virtuoso di riduzione dell’inquinamento.

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