BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Assane, 13 anni, 15 minuti sott’acqua: “Miracolato grazie alla testardaggine dei medici” fotogallery video

Assane Diop, 13enne senegalese di Villongo, lo scorso 7 luglio è rimasto per 15 minuti sott'acqua nel Sebino: dopo nemmeno un mese è completamente ristabilito, senza alcun danno cerebrale.

Tra due settimane Assane potrà tornare a giocare a calcio, magari immaginandosi al Camp Nou con la maglia del suo Barcellona: ma il 7 luglio scorso 15 interminabili minuti sott’acqua nel Sebino avrebbero potuto spezzare la sua giovanissima vita, salvata solo grazie al coraggioso intervento di qualche bagnante, alla perseveranza dei soccorritori nel volerlo rianimare e all’intuizione dei medici che non si sono arresi nemmeno di fronte a una situazione che, stando a delle normalissime linee guida, era irrecuperabile.

Assane, 13enne salvato dall'annegamento

Caduto nelle fredde acque del Lago d’Iseo al lido Nettuno di Sarnico mentre giocava con il fratello Ouzeynou, Assane è andato presto a fondo: nemmeno un mese dopo il 13enne senegalese che vive a Villongo è quasi completamente ristabilito, non ha subito alcun danno cerebrale e si muove con l’ausilio di un carrellino solo perchè i medici hanno dovuto intervenire su una gamba per potergli salvare la vita.

Assane non ricorda nulla di quegli attimi, la sua mente ha completamente rimosso l’episodio e si affida alla ricostruzione del dottor Manuel Moretti, medico rianimatore del 118 che è arrivato sul posto con l’elisoccorso: “La macchina dei soccorsi era già partita – racconta – Ho proseguito le manovre svuotando anche lo stomaco dall’acqua: ho trovato un bambino fortemente ancorato alla vita, che nonostante tutto aveva una fibrillazione ventricolare e un respiro inefficace. La sua temperatura corporea era scesa a 30 gradi: con quattro scariche di defibrillatore e adrenalina abbiamo fatto riprendere le funzioni vitali, poi lo abbiamo coperto per riscaldarlo e lo abbiamo trasferito al Papa Giovanni”.

In ospedale ad attenderlo c’era un’equipe di cardiochirurgia già pronta a intervenire: “Alle 17 del 7 luglio ho ricevuto una chiamata per un bimbo annegato – racconta Luca Lorini, direttore del Dipartimento di Anestesia e rianimazione – Stando al tempo rimasto sotto acqua e a quello in arresto cardiaco la possibilità di recuperarlo non era altissima. Mediamente si recuperano annegati rimasti in apnea per 6-7 minuti, non 15. Andando oltre le linee guida ho deciso di farlo portare comunque in ospedale dove per anni abbiamo simulato questo tipo di situazione: in mezz’ora grazie all’Ecmo, una macchina che si sostituisce alle funzioni di cuore e polmoni, abbiamo recuperato l’acidità del sangue che era schizzata già su valori preoccupanti. Gli organi hanno pian piano ricominciato a funzionare autonomamente, fino a darci la possibilità di spegnere la macchina”.

Assane, 13enne salvato dall'annegamento

L’ospedale Papa Giovanni XXIII è l’unico centro pubblico lombardo autorizzato all’utilizzo di questa tecnica sui bambini: attorno alla macchina lavorano rianimatori, cardiochirurghi, perfusionisti e infermieri che gestiscono una procedura complicata fatta di delicati inserimenti di canule nel corpo del paziente.

Ndeye Amy Counta, la mamma di Assane, ricorda ancora con trasporto il momento in cui è stata avvisata dell’accaduto: “Ho pensato che fosse morto – racconta ancora emozionata ma con il sorriso di chi ha di nuovo accanto suo figlio – Il primo grazie va a chi si è tuffato nel lago, rischiando la propria vita per salvare quella di mio figlio. Tutta la comunità di Villongo ha pregato per lui, italiani, stranieri, cristiani e musulmani”.

Assane, 13enne salvato dall'annegamento

Ad accompagnarla in ospedale Khadim, lo zio di Assane: “Ho subito chiamato in Senegal chiedendo ai nostri leader religiosi di pregare per mio nipote. È successo un miracolo e questo dà speranza alla gente”.

Carlo Nicora è uomo di scienza ma non fa fatica a ripetere quella parola, miracolo:I miracoli succedono e succedono perchè professionisti, tecnologia e testardaggine permettono di recuperare una situazione che non sembrava esserlo. Dopo 6 giorni Assane si è svegliato e ha iniziato a riprendersi: un grande grazie a tutti gli uomini e le donne che lavorano sul territorio. Sul luogo dell’incidente c’erano 9 persone, in ospedale una cinquantina di medici e infermieri hanno contribuito al recupero di Assane. Dopo un mese il miracolo lo tocchiamo con mano”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.