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Il chewing gum che aiuta lo studio arriva a Bergamo, la psicologa: “Benefici evidenti”

Ecco cosa ne pensano gli studenti bergamaschi, la psicologa ed ex docente e i proprietari delle attività che vendono Mind the Gum

E’ davvero possibile che una gomma da masticare aiuti l’attenzione e la memoria? Stando agli esiti degli studi riportati dal sito www.mindthegum.it sembrerebbe di sì: “Masticare chewing gum mentre si svolgono test mnemonici e di attenzione aumenta la memoria a breve termine del 24% e a lungo termine del 36%”. A questo si aggiunge l’effetto della caffeina: una gomma ne contiene la stessa quantità di un caffè.

Il principio alla base non è solo legato alla natura degli ingredienti: psicologicamente parlando, infatti, siamo più propensi a ricordare qualcosa se la colleghiamo a un odore o a un sapore.

Secondo il proprietario di Lekka Lekka, uno dei primi locali di Bergamo a vendere il chewing gum, a fare la differenza sarebbe la curiosità degli acquirenti. “Lo slogan è accattivante: ‘Esami? Non mangiarti le mani – mastica Mind the Gum!’ e di conseguenza spinge gli studenti a provarla, fosse anche solo per un tentativo: in fondo non ci rimettono nulla vista l’accesibilità del prezzo”.

Una gomma presso Lekka Lekka costa infatti solo cinquanta centesimi e un pacchetto da nove gomme 3,80€, ma il discriminante in realtà sarebbe il sapore: “Ci aspettiamo che diventino consumatori abituali quelli che ne apprezzano il gusto, più che le proprietà”.

La titolare di BluBar, Mirka, è dello stesso avviso: “Non dobbiamo soffermarci solo sulla pubblicità”.

Sicuramente il prodotto non ha controindicazioni e per questo BluBar ha accettato di venderlo: il Ministero della Salute ha infatti riconosciuto Mind the Gum come integratore alimentare, a patto che si rispettino le quantità consigliate dall’azienda senza superare le tre gomme al giorno: “Non bisogna considerarlo un farmaco dalle proprietà straordinarie, ma tenere a mente che si tratta di un integratore alimentare”.

Mind the gum

Gli unici ad aver preso apertamente posizione sono gli studenti. Nicolò ha terminato il quarto anno al Paleocapa e proverebbe sicuramente perché ha alcune difficoltà a concentrarsi: anche per questo si reca alla Biblioteca Tiraboschi dove non ci sono tutte le distrazioni che trova a casa.

Anche Francesco, prossimo a incominciare il quarto anno al Sarpi, è decisamente positivo: “E’ una svolta per me”.

Ma gli studenti dell’Università non condividono neanche lontanamente l’entusiasmo: Filippo, 23 anni, studia medicina a Milano e schiettamente risponde che “anche da ottimista, non credo abbia alcun effetto. Bevi un caffè e vai in biblioteca dove è più facile concentrarsi. Soprattutto, accendi il cellulare solo quando fai una pausa”.

All’UniBG sia i neo-immatricolati che i laureandi la pensano così: Stefania inizierà a frequentare a ottobre e sostiene che l’unica cosa di cui ha bisogno sia il silenzio.

Secondo la psicologa ed ex docente di scienze umane al liceo Secco Suardo Cinzia Gamba le diverse risposte di universitari e liceali sono da ricercare proprio nei diversi percorsi scolastici: “All’università scegli le lezioni in base ai tuoi interessi, al liceo l’offerta formativa è quella e non puoi farci niente. La presenza di caffeina all’interno di questa gomma e l’azione stessa del masticare aiutano indubbiamente i processi mentali e a risvegliare l’attenzione”.

Secondo la dottoressa il prodotto funziona, complice anche un effetto placebo che agirebbe sugli studenti. L’importante è “non cadere nella dipendenza e non perdere la motivazione”, elemento fondamentale per la buona riuscita di una sessione di studio: “Questo prodotto può solo aiutare ma non bisogna pensare che possa sostituire l’interesse e la motivazione dell’alunno stesso. Va bene allora masticare, ma prima mettete da parte i cellulari, la principale fonte di distrazione per i giovani, e trovate il giusto stimolo da soli”.

E’ questo infatti l’intento di Mind the Gum, come dichiara Giorgio Pautrie, l’ideatore: “Mind the Gum è un integratore alimentare sotto forma di chewing gum, non è e non intende essere percepito come un sostituto del necessario impegno e dello studio che ogni studente deve dedicare per il raggiungimento dei propri obiettivi. Al contrario, vuole essere un valido alleato per supportarne lo sforzo”.

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