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Dalla Carrara al liceo Sarpi: viaggio tra i pokémon da catturare a Bergamo e in Città Alta

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Strane creature colorate che compaiono ovunque per strada? Palestre volanti dislocate nelle città di tutto il pianeta? Non è un’invasione aliena, ma il nuovo gioco-tormentone estivo per iOS e Android che sta facendo impazzire il mondo degli smartphone.

Si tratta di “Pokémon Go”, un’applicazione che ha totalizzato la bellezza di 10 milioni di download da Apple Store solo nei primi tre giorni, salendo in testa alle classifiche mondiali e italiane, eguagliando e superando colossi come Facebook per numero di download e tempo dedicato ogni giorno secondo i dati Ansa, e che vanta l’impressionante cifra di 21 milioni di utenti attivi ogni giorno nel mondo.

Ma – vi starete chiedendo – come mai tanto successo? I motivi principali sono due: la rinascita di una serie videoludica storica che molti consideravano defunta e l’insolita dinamica del gioco. Partiamo dal primo punto, la rinascita. Molti utenti, come Andrea e Stefano, due ragazzi di 16 anni di Bergamo, hanno scaricato questo gioco per riprovare le emozioni di quando erano più piccoli e giocavano ai primi capitoli della serie, ma con una formula innovativa.

E qui giungiamo al secondo punto, la dinamica insolita. Tantissime persone hanno infatti deciso di provare questa gioco per l’approccio nuovo dato alla ricerca degli strani animaletti, che non sono più sparsi nei boschi o tra le montagne di inesistenti isole dai nomi più diversi, ma si trovano lungo le strade delle nostre città, visibili attraverso le telecamere dei nostri smartphone grazie alla realtà aumentata, sta a noi catturarli lanciando particolari sfere strisciando il dito sullo schermo dei nostri dispositivi.

Pokemon

L’obbiettivo? Collezionarne il maggior numero possibile e potenziarli per sconfiggere gli altri giocatori in luoghi particolari chiamati palestre, situate in corrispondenza di luoghi reali di una certa importanza, come porta Sant’Agostino.

Altro componente importante dell’avventura sono i “pokéstop”, stazioni di rifornimento per i giocatori, che vi troveranno strumenti utili a proseguire nel gioco, collocati in luoghi di interesse storico-culturale (nella nostra città sono concentrati in centro e in Città Alta, in posti come l’accademia Carrara, il liceo Sarpi e il parco di Sant’Agostino) probabilmente con l’intento di spingere i giocatori a visitare meglio i luoghi in cui abitano, ma non ci sono dichiarazioni ufficiali a riguardo.

Una conseguenza prevedibile, ma non esplicitamente imposta dagli sviluppatori, è invece quella social. Sempre più spesso infatti i giocatori si riuniscono in gruppi per andare alla ricerca di pokémon, sebbene questo non comporti sensibili vantaggi all’interno del gioco, anche se pare che in futuro le possibilità di giocare con gli amici non mancheranno.

Al successo avuto autonomamente dall’applicazione, si aggiunge poi l’enorme quantità di pubblicità gratuita derivante dalle battute che hanno riempito il web nei giorni immediatamente precedenti e successivi al lancio.

L’idea di orde di zombi muniti di cellulare e circolanti per le città alla ricerca di nuovi animaletti ha infatti scatenato l’ironia (o la polemica) di molti che, consapevoli o no, hanno contribuito a far conoscere il gioco (io stesso ho deciso di provarlo in seguito alle numerose vignette umoristiche sull’argomento).

Pokemon

Certo, tutto questo può anche comportare dei rischi sotto il profilo della sicurezza, visto che il gioco si svolge prevalentemente (se non esclusivamente) per strada. Ecco allora spuntare in alcuni comuni le prime sanzioni per chi va a caccia di pokémon in auto o addirittura in moto, ma anche per i pedoni troppo distratti, mentre le associazioni consumatori hanno già presentato esposti di denuncia verso questi comportamenti nelle Procure di tutta Italia.

Una pratica alternativa, personalmente sperimentata, è l’autobus, poiché con le sue velocità non elevate e le frequenti fermate consente al sistema GPS del gioco di seguirci come se fossimo a piedi, dandoci così la possibilità di catturare molti più animaletti in molto meno tempo, visitando anche un gran numero di pokéstop.

E in tempi di crisi, c’è anche chi ha visto nella pokémon-mania una possibilità, se proprio non di lavoro, comunque di guadagno, offrendosi di accompagnare in macchina i giocatori più pigri su strade su cui sia possibile mantenere una velocità moderata senza causare fastidi né risultare pericolosi per gli altri automobilisti. Tutto per una cifra che si aggira sui 15 euro all’ora.

Un altro palese indice dell’attesa che si è generata intorno al gioco è il fatto che il lancio in un nuovo Paese è sempre accompagnato da problemi di connessione per i giocatori di tutto il mondo a causa dell’ondata di nuovi utenti che i server non sono in grado di gestire.

Chiaro segno di quanto inaspettato fosse questo successo.

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