BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Terrorismo, Stucchi: “Controlli in aumento, più probabile l’iniziativa di un lupo solitario”

Dopo gli ultimi attentati “è stato ulteriormente innalzato il livello di controllo dei cosiddetti 'soft target' potenzialmente a rischio”. Così il presidente del Copasir, il bergamasco Giacomo Stucchi, a margine di un'audizione a Roma: “Più probabile, anche in Italia, l’iniziativa di un lupo solitario, meno quella di cellule strutturate”.

Dopo gli ultimi attentati “è stato ulteriormente innalzato il livello di controllo dei cosiddetti ‘soft target’ potenzialmente a rischio”. Lo ha detto il presidente del Copasir, il bergamasco Giacomo Stucchi, a margine di un’audizione a San Macuto, a Roma.

Una audizione nel corso della quale è stato confermato l’aumento del numero dei controlli dei luoghi considerati ‘sensibili’ nel nostro paese, non più ristretti a quelli ‘hard target’. Tanti luoghi prima non inseriti nella lista dei possibili attentati ora lo sono: “Gli obiettivi ritenuti tradizionalmente sensibili continuano ad essere vigilati, ma cresce anche l’attenzione per tutti quei luoghi dove, a prescindere dalla eventuale coincidenza con eventi particolari, si determina un affollamento particolare di persone”, spiega Stucchi. Si tratta di luoghi della vita quotidiana che richiedono una tutela sempre maggiore, “anche se, realisticamente, il loro numero è elevatissimo ed è praticamente impossibile monitorarli tutti”.

Per il numero uno del Copasir resta “più probabile, anche in Italia, l’iniziativa di un singolo lupo solitario, meno quella di cellule strutturate”, ricordando come “i foreign fighters presenti sul nostro territorio sono 110, meno di venti quelli con passaporto italiano”.

Nel contrasto quotidiano al fenomeno jihadista, ha confermato Stucchi, “viene costantemente monitorato il web e sono tenute sotto osservazione le carceri, dove esistono casi di radicalizzazione”. In chiave preventiva, esiste poi “un dispositivo sempre più diffuso sul territorio”, di fatto una rete di informatori dell’intelligence, che monitora, “oltre a moschee e centri culturali islamici”, anche “tutti quei luoghi di aggregazione – locali pubblici, bar, negozi di kebab – dove in qualche caso ci si puo’ incontrare anche per discutere e progettare eventuali atti ostili”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.