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Saleh: “Noi, musulmani di Bergamo, vittime di una prepotenza” video

Mohamed Saleh è a capo del Centro culturale islamico che raggruppa circa 400 persone e gestisce la moschea di via Cenisio. In questa intervista video racconta perché loro stessi sono "vittime di un atteggiamento prepotente".

Mohamed Saleh è a capo del Centro culturale islamico che raggruppa circa 400 persone e gestisce la moschea di via Cenisio. In questi mesi è al centro di una scissione all’interno della comunità musulmana.

Dopo che una parte di fedeli musulmani si è staccata e ha cercato di creare un centro islamico in via San Fermo grazie a 5 milioni di euro donati dalla Qatar Charity Foundation. Il sequestro al cantiere di via san Fermo e un’inchiesta della Procura della Repubblica hanno rinsaldato sulle loro posizioni i due gruppi di musulmani.

Mercoledì 27 luglio il Comune di Bergamo ha concesso una palestra della scuola Petteni al gruppo minoritario dei musulmani, mentre il gruppo di Mohamed Saleh continuerà a ritrovarsi a Loreto.

“Noi abbiamo rapporti chiari con tutte le amministrazioni comunali, il nostro operato è sempre stato corretto – afferma Mohamed Saleh – Il vero gruppo musulmano di Bergamo siamo noi, abbiamo sempre avuto sensibilità per le leggi, di avere una buona convivenza. Ovvio che anche noi siamo vittime di questo atteggiamento di prepotenza. Siamo addolorati dalla cattiva immagine che dà la nostra comunità. Chi ha fatto questo gesto deve essere condannato”.

I fatti recenti di Ruen, dove un sacerdote è stato sgozzato da due islamici. Mohamed Saleh ha scritto una lettera che vuole rendere pubblica.

“CORDOGLIO PER LE VITTIME IN FRANCIA” 
“Reverendo Don Massimo Rizzi – scrive il presindete Imar Saleh -.  Ti scrivo a nome della comunità islamica di via Cenisio, di tutti i musulmani di Bergamo e provincia che sono la grande maggioranza dei musulmani che credono nella pace e la buona convivenza, un messaggio importante per i credenti di tutte le religioni.

A nome nostro ti chiediamo di trasmettere al Vescovo di Bergamo Sua Eminenza Rev.ma Mons. Francesco Beschi il nostro più sincero cordoglio per le vittime innocenti di questi orrendi crimini che lasciano tutti sgomenti. Nelle nostre preghiere faremo un’invocazione a Dio affinchè l’odio e la violenza cessino immediatamente, affinchè la fede e la ragione torni nelle menti e nei cuori delle persone immediatamente.

Ti scrivo perché si un credente del mondo cattolico ma che conosce anche la religione islamica e meglio di tanti musulmani. Tu sai perfettamente che noi e voi siamo vittime dell’ignoranza e della malvagità, di chi dice di essere fedele ma si comporta da assassino, da delinquente della peggior specie, compie atti che nessuna religione al mondo può giustificare. Tu che hai vissuto in Egitto dove ci sono le chiese e le scuole degli egiziani copti, dove da secoli i musulmani e i copti vivono in pace, dove tutti conoscono il significato della frase “Allah u Akbar” che significa “Allah è più grande” , più grande dell’egoismo umano, della cattiveria, dell’odio, della falsità e della menzogna; tu sai che al Cairo c’è una via molto importante che porta il nome di Makram ‘Ibiid, uno statista copto molto famoso negli anni 30 e 40 che usava spesso versetti del Corano nei suoi comizi politici, a dimostrazione del rispetto che i fedeli delle due religioni si portano da sempre.  Tu hai visto gli egiziani copti uniti ai musulmani in piazza Tahrir nei giorni di rabbia contro l’indifferenza e la disuguaglianza sociale che versavano l’acqua per l’abluzione dei musulmani al momento della preghiera e si mettevano in cerchio per farli pregare protetti dalle cariche della polizia e al momento della preghiera copta tutti in silenzio in forma di rispetto e pace.
Così anche noi in segno di amicizia e fratellanza ci siamo sempre negli anni scambiati visite e auguri nella festa di fine Ramadan e del Santo Natale. Don Rizzi, noi e voi insieme alla grande maggioranza dei fedeli di entrambe le religioni percepiamo la religione come promotrice di pace, rispetto, fratellanza, solidarietà; “Allah u Akbar” ; più grande dell’odio, della malvagità e “Allah u Akbar” per la pace, l’amore e il rispetto, la pacifica convivenza degli uomini di tutto il mondo.  La pace e la benedizione di Dio sia su di voi”.

Mohamed Saleh

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