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Economia bergamasca: nel 2° trimestre bene industria e artigianato, male il commercio

Industria, artigianato, commercio, servizi e costruzioni in provincia di Bergamo: ecco come è andata l'economia nel secondo trimestre 2016 secondo i dati congiunturali della Camera di commercio.

Industria, artigianato, commercio, servizi e costruzioni in provincia di Bergamo: ecco come è andata l’economia nel secondo trimestre 2016 secondo i dati congiunturali della Camera di commercio.

La produzione industriale di Bergamo cresce nel secondo trimestre dell’anno sia su base trimestrale (+0,7%) che nel confronto tendenziale (+2,4%). Il risultato del campione provinciale è allineato alla dinamica media dell’intera Lombardia (+0,8% nel trimestre, +2,2% sull’anno).

La tenuta della fase di ripresa è confermata dall’aumento della quota di aziende in crescita rispetto a quelle in contrazione con un saldo positivo che supera i 20 punti percentuali. La crescita della produzione è molto marcata nelle imprese di maggiore dimensione ma comunque positiva in tutte le classi dimensionali.

Il fatturato cresce del +1% nel trimestre e del +4% sull’ anno, con variazioni più brillanti per le vendite sui mercati esteri rispetto a quello nazionale. La quota dell’export sul fatturato totale raggiunge il massimo livello (41,5%) nella serie storica provinciale.

Gli ordinativi sono in crescita nel trimestre ma, nel confronto tendenziale, al balzo di quelli dall’estero si contrappone una lieve flessione degli ordini interni.

Sul versante occupazionale la variazione a saldo nel secondo trimestre dell’anno è positiva e in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e questo nonostante la riduzione degli incentivi fiscali alle assunzioni.

Le previsioni delle imprese industriali per il prossimo trimestre restano sostanzialmente invariate e improntate all’ottimismo per quanto riguarda la produzione. Si delineano segni di peggioramento nelle attese su domanda interna e occupazione, che scivolano in territorio negativo, e di indebolimento della domanda estera. Bisogna ricordare che l’indagine fa riferimento ai dati a consuntivo del trimestre aprile-giugno, ma è stata effettuata nelle prime settimane di luglio, nel pieno dell’incertezza sulla reazione dei mercati e delle istituzioni europee alla Brexit.

L’artigianato manifatturiero registra una dinamica positiva analoga a quella dell’industria per quanto riguarda la produzione su base trimestrale (+0,7%) e annuale (+2,9%) e una crescita del fatturato. Gli addetti risultano invece in riduzione nel trimestre.

Segnali negativi vengono dal commercio al dettaglio con volumi d’affari in calo sia in Lombardia che a Bergamo. A Bergamo il volume d’affari dell’intero commercio al dettaglio scende su base annua del -1,7%, con una diminuzione delle vendite sia nel settore alimentare (-2,1%) che in quello non alimentare (-2,6%).

Anche nel commercio non specializzato, che comprende la grande distribuzione, il giro d’affari è in flessione (-0,8%). Questo andamento trova conferme in informazioni di altra fonte (IRI – Information Resources) secondo la quale volumi e valori delle vendite di prodotti del largo consumo confezionato in ipermercati e supermercati sono in calo tendenziale a Bergamo nel secondo trimestre dell’anno (e da tre trimestri consecutivi).

Nel campione dell’indagine congiunturale, le imprese commerciali di Bergamo che segnalano una riduzione delle vendite prevalgono su quelle in ripresa con un saldo negativo consistente.

Sostanzialmente invariata la dinamica del giro d’affari dei servizi a Bergamo, sia su base congiunturale che annuale, mentre l’andamento medio regionale è più marcatamente positivo, secondo una tendenza in corso da tempo e in accelerazione dal 2015. Le vendite a Bergamo crescono nel commercio all’ingrosso e nei servizi di alberghi e ristoranti e diminuiscono nei servizi alle persone e alle imprese.

L’occupazione risulta in crescita nel trimestre, stagionalmente favorevole alle assunzioni, sia nel commercio che nei servizi.

Infine, nelle costruzioni si segnala un calo del volume d’affari a livello regionale (-3,9% su base annua).

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