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Aperitivo Olimpico alla Casa dello Sport, saluto ai campioni dell’Atletica Bergamo in partenza per Rio fotogallery video

Marta Milani e Matteo Giupponi si preparano alla partenza imminente per le Olimpiadi di Rio 2016 dove rappresenteranno l'Italia e l'Atletica Bergamo.

Manca ormai poco alle Olimpiadi di Rio, dove a rappresentare l’Italia ci saranno anche Marta Milani, quattrocentista arrivata alle semifinali nei mondiali di atletica del 2011, e Matteo Giupponi, campione d’Italia di marcia sui 50 km. Entrambi si sono formati nel vivaio dell’Atletica Bergamo 1959. “Siamo molto orgogliosi di poter rappresentare la nostra città a Rio: quest’esperienza sarà il coronamento di anni di duro lavoro e allenamento”, affermano fiduciosi i due atleti.

Non sono solo gli atleti ad avere qualcosa da dire: molti dei presenti intervengono, invitandoli a condividere al loro ritorno non solo i successi ma soprattutto “le emozioni più coinvolgenti e i momenti più significativi” con i più giovani, che guardano a loro come degli esempi. “Non vogliamo appesantirvi troppo le spalle, siete già abbastanza tesi”: è più importante pensare a come vivere al meglio questa esperienza a cui solo pochissimi atleti prendono parte nella vita. Dante Acerbis, presidente di Fidal Bergamo, esorta i ragazzi a “considerare i frutti di questa esperienza non solo le vittorie ma soprattutto le nuove amicizie” che stringeranno con gli altri atleti “e il lavoro di squadra”.

Acerbis e gli atleti, tuttavia, non sembrano intenzionati a soffermarsi sul problema del doping. Oltre a Marta e Matteo, infatti, ci sarebbe dovuto essere anche Jamel Chatbi, che non parteciperà alle Olimpiadi per non essersi presentato alle visite per i test anti-doping. Marta Milani è l’unica che si sbilancia: “Credo che non sarà più possibile recuperare i rapporti”. Giupponi si astiene dal commentare, mentre Acerbis è diretto: “Nessuno di noi vuole parlare del doping, men che meno in sua assenza. Io, Matteo e Marta rappresentiamo tutti gli atleti e pensiamo questo: il doping fa male e non solo alla persona: il danno più grande è verso lo sport. Questa occasione è una festa per celebrare i nostri ragazzi e il valore dello sport. La notizia per i giornali” dice, parlando anche più in generale, “non è un caso di doping e nemmeno i risultati dei nostri ragazzi, ma i percorsi di vita attestati dalle vittorie e il loro impegno costante e quotidiano”.

Luca Baggi, Beatrice Caniglia, Gionata Grassi.

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