BergamoNews.it - Quotidiano online di Bergamo e Provincia

“Se vuoi lavorare in tv, devi fare sesso con me”: Hunziker denuncia e finisce a processo

A denunciare la moglie di Tomaso Trussardi è stato il talent scout Rodolfo Mirri, in merito a un servizio andato in onda su "Striscia la notizia", nel quale veniva accusato di essere un adescatore e un ricattatore sessuale.

Michelle Hunziker è finita a processo a Rimini, indagata per diffamazione insieme all’inviato di “Striscia la Notizia” Max Laudadio. A denunciare la moglie di Tomaso Trussardi è stato il talent scout Rodolfo Mirri, in merito a un servizio andato in onda sul tg satirico di Canale 5 nel marzo 2010, nel quale veniva accusato di essere un adescatore e un ricattatore sessuale. Per questo Mirri ha chiesto un risarcimento di un milione e mezzo di euro.

Laudadio, una collaboratrice e due donne che nel servizio finsero di essere clienti di Mirri sono accusati anche di violazione di domicilio, sostituzione di persona, intereferenza illecita nella vita privata e discredito e ostacolo all’attività professionale. La procura ha chiesto per Michelle Hunziker una condanna a sei mesi di reclusione, mentre per Laudadio la richiesta è un anno e mezzo e nove mesi per le altre imputate.

Intervistata da Laudadio nella puntata finita sotto accusa, la Hunziker dichiarò di essere stata sottoposta a “un vero e proprio ricatto” da parte di Mirri, che le avrebbe detto esplicitamente quando lei era appena diciassettenne e reduce dal successo ottenuto come modella per la pubblicità ‘Roberta’, “se vuoi continuare a lavorare con me, tu devi venire a letto con me”.

“Quando ho scoperto che il format di Mirri dopo 20 anni era lo stesso, ho pensato di dover aiutare gli altri. Non potevo stare in silenzio”, ha detto la showgirl nelle dichiarazioni spontanee dopo l’arringa del suo avvocato, Giulia Bongiorno.

Il legale ha spiegato come non sussistano i presupposti della diffamazione perché la sua assistita non aveva un interesse privato, ma solo la volontà di denuncia pubblica. L’intento di Michelle, per sua stessa ammissione, è la volontà di aiutare “le bambine, le ragazze per far capire loro che non si ha successo facendo sesso. È vero, il mondo dello spettacolo è duro, ma solo se funzioni hai successo. Il ricatto sessuale nei confronti delle minorenni per noi è una violenza”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.