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Questione moschea, Lega all’attacco: “Situazione fuori controllo, loro non trattano ma ordinano” foto

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“Perché è stata concessa la palestra di via Monte Cornagera per la preghiera di uno dei gruppi islamici, dopo i disordini che hanno creato? Perché non sono stati avvisati i residenti? Per quanto tempo verrà concessa e quanto è il canone d’affitto? Ci sono prescrizioni per l’accesso, i parcheggi e l’utilizzo degli altoparlanti? Perché l’assessore Angeloni, dopo le continue prese in giro e dopo i gravi episodi di venerdì, continua a dare credito ai musulmani invece di invitarli a pregare nelle loro case private senza creare problemi ai cittadini bergamaschi?“: la dura presa di posizione era nell’aria e, alla prima occasione utile, l’opposizione ha chiesto immediatamente lumi su quanto successo venerdì 22 luglio alla moschea di via Cenisio e sulle soluzioni proposte dall’amministrazione comunale di Bergamo. 

A incalzare il sindaco e gli assessori competenti è stata soprattutto la Lega Nord che ha presentato un’interpellanza urgente alla quale si sono accodati poi tutti i gruppi di centrodestra e il Movimento 5 Stelle: il Carroccio, in particolare, ha criticato fortemente la scelta di concedere la palestra di via Monte Cornaghera, dove domenica la tensione tra chi vi si era recato per pregare e i residenti si è subito alzata, anche per il Ramadan.

“I residenti della zona di via Monte Cornagera – ha sottolineato il capogruppo Alberto Ribolla – sono preoccupati ed esasperati: alcuni, durante il periodo del Ramadan, non hanno potuto dormire anche per 30 giorni a causa degli altoparlanti in funzione di giorno e di notte, oltre agli schiamazzi al di fuori della palestra, nonostante sia stato più volte assicurato il fatto che gli islamici non avrebbero più utilizzato entrata e parcheggi di via Monte Cornagera”.

“Quello che è accaduto venerdì è da censurare perché è stato un atto violento e contro la legge – ha spiegato l’assessore Giacomo Angeloni – Il Coordinamento del Comitato Musulmani bergamaschi ha riunito un’assemblea per censurare quanto accaduto, escludendo trenta persone che poi sono quelle che probabilmente hanno fatto irruzione venerdì: contestualmente hanno chiesto al Comune un nuovo spazio, condividendo che non si potesse continuare in via Cenisio. A quel punto la scelta, sentito Prefetto e Questore, abbiamo deciso di concedere con un provvedimento d’urgenza la palestra di via Monte Cornagera fino a mercoledì. Nel frattempo cercheremo di trovare uno spazio adeguato. Abbiamo informato i referenti di zona della provvisorietà della concessione della palestra: l’utilizzo non sarà come quello del Ramadan con centinaia di persone contemporaneamente a pregare. Il Gruppo ha accettato di non utilizzare microfono e casse, in quanto non ce n’è alcun bisogno. Questi processi sono da governare, non da censurare: per noi è un diritto costituzionale e civico, il lavoro che stiamo facendo con le comunità islamiche è anche presidio di sicurezza. Giunta e maggioranza vanno avanti nella direzione del dialogo e della forte volontà di far rispettare le regole”. 

Una risposta che non ha soddisfatto Ribolla: “Non si può istigare alla violenza e il giorno dopo dissociarsi – dice citando Mohamed Saleh – Prima è necessario il rispetto delle regole: altrimenti qualcuno può pensare che creare disordini sia il modo per ottenere qualcosa. La situazione obiettivamente è fuori controllo: gli stessi frequentatori della moschea ormai non trattano più con nessuno, danno solo ordini e voi correte appresso a queste richieste. E’ ora di smetterla, devono rendersi conto dei disagi che stanno arrecando”.

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