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Prostituzione, M5S vuole riaprire case chiuse, Violi: “Basta sfruttamento e soldi alle mafie”

"Strade più decorose, migliori condizioni igienico-sanitarie, meno soldi alle mafie e più nelle casse pubbliche". Il consigliere regionale del M5S Lombardia Dario Violi si esprime così sulla proposta di legge contro la prostituzione clandestina.

“Lotta alla prostituzione clandestina”. Si chiama così la prima proposta di legge elaborata dagli iscritti del Movimento 5 Stelle attraverso la nuova piattaforma di discussione online lanciata dal movimento.

La proposta è partita da Chioggia, nel Veneto, dove la consigliera regionale Erika Baldin ha annunciato una mozione in Regione sulla riapertura delle case chiuse “per fare pressione sul governo di Roma affinché la proposta venga discussa in tempi brevi”.

Una presa di posizione che, tuttavia, ha scatenato un’accesa polemica, anche interna al movimento. Sempre in Veneto, a Mira, uno dei primi Comuni ad amministrazione pentastellata, “le assessore, gli attivisti e le attiviste del M5S hanno preso posizione contraria nei confronti di ogni discussione riguardo la riapertura delle case di tolleranza. La Legge Merlin del 1958, con cui è stata stabilita l’abolizione della regolamentazione della prostituzione in Italia e l’introduzione di una serie di reati legati allo sfruttamento della prostituzione ha sempre rappresentato un caposaldo e deve continuare ad essere difesa e rispettata. La lotta alla prostituzione non dovrebbe passare per la riapertura delle case chiuse perché ciò significherebbe di fatto legittimare l’esercizio della prostituzione, sia pure con alcune restrizioni”.

Per il consigliere regionale del M5S Lombardia Dario Violi: “La riapertura delle case chiuse non è il tema centrale. Non eliminerebbe la prostituzione dalla strada nè lo sfruttamento, ma potrebbe essere un passo importante verso l’avvio di una legale organizzazione del fenomeno”.

“La prostituzione esiste da sempre e sempre esisterà – commenta Violi -, quel che dobbiamo capire è: vogliamo che il fenomeno sia deregolamentato e lasciato in mano alle mafie o vogliamo cercare di mettere ordine in un sistema sommerso?”.

Secondo il consigliere bergamasco “per trovare una soluzione è necessario guardare in faccia la realtà, lasciando da parte inutili perbenismi”. Il che non significa liberalizzare del tutto la prostituzione: “Ci sono molti aspetti positivi, ma vanno regolamentati. Così facendo avremo più decoro nelle strade, migliori condizioni igienico sanitarie per chi usufruisce del servizio e per tutte quelle donne e uomini che oggi vengono sfruttati nell’esercizio della professione. Inoltre, toglieremmo una consistente fetta di business alle mafie. Non essendo regolamentata, la prostituzione ha sottratto al fisco miliardi di euro. Soldi che, in parte, rientrerebbero nelle casse pubbliche”.

La proposta di legge, dice Violi, dovrebbe essere depositata in questi giorni in parlamento: “Spero che se ne possa già discutere in autunno. Il problema va affrontato e non si può ancora fare finta di niente”.

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