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L’assessore Valesini: “Campus universitario, stadio e Sant’Agostino: ecco la Bergamo del futuro” foto

È un luglio di grandissimo rilievo per quello che riguarda l’attività dell’Amministrazione comunale sul fronte della riqualificazione urbana e dell’urbanistica

È un luglio di grande rilievo per quello che riguarda l’attività dell’Amministrazione comunale sul fronte della riqualificazione urbana e dell’urbanistica. Tantissime novità in pochissimi giorni, come spiega l’Assessore alla riqualificazione urbana Francesco Valesini in un’intervista sul sito del Comune di Bergamo: dalla firma dell’Accordo di Programma che rende certo il futuro degli ex Ospedali Riuniti come nuova Accademia Nazionale della Guardia di Finanza a quello che fissa all’autunno del 2016 l’avvio del cantiere all’ex Caserma Montelungo, dalla sottoscrizione della convenzione per la realizzazione di un parcheggio nell’area dell’ex gasometro all’accordo con l’Università degli Studi di Bergamo per il recupero del chiostro piccolo del complesso monumentale di Sant’Agostino, alla variante urbanistica per definire il futuro dello stadio Atleti Azzurri d’Italia. Un mese decisivo quindi per il futuro di alcune delle aree dismesse più importanti della città, ma anche per la definizione di nuovi assetti e scenari, non solo urbanistici, in molti luoghi di Bergamo.

Assessore Valesini, si sta definendo il futuro (urbanisticamente parlando) della città di Bergamo?

Direi che è un futuro che si fa sempre più presente. In effetti, quelli che ha ricordato, sono tutti accordi che ridisegneranno, a partire dai prossimi mesi, il volto di molte parti della città.
Largo Barozzi è un progetto di riqualificazione che, pur conservando molto dell’esistente, è in grado di delineare una trasformazione che darà nuova anima ad un pezzo di città che si sarebbe potuta trovare in difficoltà.

Lo farà con destinazioni pubbliche, come una scuola di formazione di scala nazionale, seppur militare, con opere di miglioramento per i quartieri più prossimi, e con un percorso di partecipazione con gli stessi residenti. Non dimentichiamoci inoltre che, oltre a dare un futuro ad un’area di 140 mila mq, consentirà anche probabilmente di frenare quel forte calo dei valori immobiliari dell’intera zona, come accaduto in questi ultimi anni dopo il trasferimento degli Ospedali Riuniti. Un’emorragia che rischiava di produrre conseguenze pesanti su molte famiglie che, proprio nella casa vedono investito una parte significativo del proprio patrimonio. A dimostrazione di come, riqualificare parti così estese della città esistente, si possano produrre effetti non solo di tipo urbanistico .

E per la Montelungo?

La Montelungo è un intervento che può trovare compimento offrendoci una nuova parte di città di grande valore urbano e ambientale, visto che valorizza un sistema di parchi esistente per certi versi unico. E lo farà anche in questo caso con la prevalenza di destinazioni pubbliche, legate sia all’università che allo sport e al tempo libero. La nuova Montelungo, con la demolizione dei corpi centrali e di alcune volumetrie di fronte al parco Suardi e su vicolo San Giovanni. Al centro della corte centrale il nuovo Centro Universitario Sportivo.

Ci si muove anche a sud, con gli sviluppi e l’accordo con INPS sull’ex gasometro…

Quella del gasometro è un’altra area della città che da molti anni attendeva una sua trasformazione. Per alcuni può sembrare riduttivo farlo ora con un progetto provvisorio destinato ad un parcheggio, ma in realtà questo ci consentirà di poter sbloccare, con un effetto a catena, una situazione come quella della Malpensata, da molti decenni completamente paralizzata. Trovare una diversa collocazione al parcheggio ci consentirà di allargare il parco, i cui lavori sono ormai agli sgoccioli, ripensare il vecchio palazzetto del ghiaccio e cercare una diversa soluzione per l’area mercatale, oggi molto compromessa.

Ci si muove insomma per punti cardinali.

In effetti possiamo vederla anche così. A ovest, con Largo Barozzi, a est con l’ex Caserma, a sud con quest’ultimo intervento. Ma anche a nord, in Città Alta, con l’intervento sui chiostri piccolo e grande di Sant’Agostino, che ci consentirà finalmente di portare a conclusione questo importante cantiere, e, infine, con il progetto della Cooperativa di Città Alta per l’ampliamento del Circolino nel carcere di Sant’Agata. Un intervento che ha il merito di iniziare a dare un senso alla cessione di quell’immobile e che vedrà un investimento di oltre 4 milioni di euro, sostenuto dalla stessa Cooperativa, consentendo di iniziare a valorizzare un edificio, oggi sempre più decadente, incastonato nel tessuto della città storica.

Bergamo tra 10 anni può essere una città con un baricentro diverso?

Non credo che ciò di cui stiamo parlando porterà a modificare il baricentro della città e forse non sarebbe nemmeno opportuno. Quello che potrebbe accadere è che la città ritrovi nuovi luoghi ora completamente assenti, arricchendosi di nuovi spazi con una miglior vivibilità. Il caso della Montelungo di cui parlavo prima ne è un esempio. Lo si è studiato per decenni e le sue suggestioni credo che siano evidenti. E’ uno spazio baricentrico che può collegare in un unicum il centro della città bassa con il polo culturale dell’Accademia, dando un valore aggiunto per tutta la città che mi sembra evidente.

Al di là di quelle che sono le trasformazioni avviate da soggetti pubblici e dal Comune di Bergamo in città, devo dire che mi pare che anche i privati si stiano muovendo nella modifica degli assetti cittadini. A Celadina sono iniziati i lavori per una struttura commerciale sull’ex piazzale Europan, RedonaCentro pare avere allo stesso modo tempi rapidi per l’inizio dei lavori, gli ex Mangimi Moretti hanno nuova proprietà ambiziosa che può cambiare Campagnola.

Si, in effetti, sembra che siano diversi gli interventi che, dopo anni, stanno ripartendo. Per quello dei Mangimi Moretti, ci stiamo confrontando con il privato, sul progetto di trasformazione, con una particolare attenzione sulla parte viabilistica che coinvolge inevitabilmente lo stesso rondò di Campagnola.

Quanto ha inciso la delibera di taglio degli oneri contenuta nel pacchetto “Bergamo Città Semplice e Low Tax” in questo rammendo del tessuto urbano e in questo recupero di grandi aree?

Su questo tema non ho mai creduto agli effetti miracolosi di un unico provvedimento. Credo, però, che, insieme ad altri fattori, stia dando il suo contributo, anche solo orientando gli interessi sulle aree da rigenerare. Non è un caso che tutte le operazioni di cui stiamo parlando riguardino aree dismesse, proprio quelle su cui la delibera del 2015 ha maggiormente puntato e voluto agevolare.

Una stima: il Comune quanto incasserà dagli oneri di tutte queste trasformazioni?

Largo Barozzi e Montelungo da soli fanno 14milioni di euro… più tutte le altre… direi che arriviamo a una trentina/quarantina di milioni. Se pensiamo che per il 2015 si parla di soli due milioni, sarebbe un risultato importante.

Mica male.
Sicuramente. Preferisco però non fare troppe proiezioni e guardare a ciò che, giorno dopo giorno, riusciamo ad ottenere.

E ricadono quasi tutti in opere pubbliche e servizfrancesco valei.

Si. Se pensiamo agli accordi sottoscritti in queste settimane, certamente. E, quando non sono opere a scomputo, sono comunque risorse economiche che entrano nella disponibilità del bilancio comunale, consentendo di spenderle nei molti servizi che deve erogare. Questo è un aspetto che a volte sfugge, ma che è ovviamente essenziale.

Negli uffici del Comune di Bergamo credo ci siano solo 10–12 persone al lavoro su tutti questi fronti. E i tempi di queste operazioni sono sempre stati rispettati in pieno.

Si, è così. I bisogni della città sono molti e li si affronta frequentemente con una disponibilità non solo di risorse economiche, ma anche di personale spesso insufficiente. In questo, le condizioni di bilancio e il blocco delle assunzioni di questi ultimi anni non hanno aiutato. Per ottenere quindi dei risultati, ci vuole molta dedizione da parte di tutti. Senza questo lavoro collettivo e di continua collaborazione tra parte tecnica e politica, sarebbe difficile dare la giusta intensità a certe cose. Spesso tutto ciò implica uno sforzo che vale cento, ma che ti porta a produrre effetti che vengono percepiti per dieci, ma non bisogna comunque rinunciarvi.

E dopo tutto questo? Dopo aver chiuso accordi per quasi tutte le aree dismesse e i problemi urbanistici della città, quale sarà il passo successivo?

Se parliamo di aree dismesse, il grande tema che rimane ancora aperto e alla quale lo stesso Sindaco non intende rinunciare è senz’altro quello del vecchio scalo ferroviario e di Porta Sud. E’ un progetto che per dimensioni (stiamo parlando di oltre 250 mila mq) cozza con la crisi che stiamo vivendo, ma che non può essere derubricato. Non lo consente la sua dimensione e il peso che, nella storia urbanistica di questo città, ha sempre avuto. Non sono di certo tempi propizi per “portarlo a casa”, ma credo che sia comunque doveroso iniziare a ridargli una nuova prospettiva, più aggiornata alla situazione che si è andata evolvendo, ridefinendo magari un futuro, rifacendo partire un dibattito e riportando un’attenzione che in questi anni si è invece del tutto spenta. Già questo sarebbe un ottimo risultato.

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