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I Camillas arrivano a Rock sul Serio: “Portiamo sul palco la voglia di divertirci e la libertà”

I Camillas arrivano a Villa di Serio. Il gruppo si esibisce in concerto la sera di sabato 23 luglio a "Rock sul Serio", festival musicale no-profit che ogni anno propone tanta buona musica.

Sono pronti a divertirsi e a far divertire il pubblico, con le loro canzoni e la capacità di trascinare chi li ascolta. Sul palco, Ruben Camillas (chitarre e voce) e Zagor Camillas (tastiere e voce), già protagonisti di “Italia’s got talent 2015”. Accanto a loro il nuovo “fratello”, Michael Camillas che, con la batteria, ha arricchito la formazione musicale dando più ritmo alle canzoni.
Per conoscerli meglio, abbiamo intervistato Ruben Camillas.

Che cosa proporrete a “Rock sul Serio”?
“Sul palco saremo in tre: dalla scorsa estate, infatti, la famiglia dei Camillas ha incluso un nuovo fratello, Michael, alla batteria. Con il suo ingresso nel gruppo, le canzoni saranno ancora più ritmate e coinvolgenti: chi vorrà potrà anche ballare e saltare. Questo fratello, in realtà, collaborava già con il nostro gruppo, ci aiutava in studio: ora abbiamo rafforzato la fratellanza”.

La famiglia dei Camillas ha anche genitori?
“Ne abbiamo molti, e magari tanti non sanno di esserlo. Alcuni non ci sono più, mentre altri sono contemporanei: potrebbe essere un musicista degli anni Sessanta oppure un artista anche più giovane di noi”.

Per esempio?
“I Ramones, i Beach Boys, Lucio Battisti, Enzo Carella, Flavio Giurato e Giuni Russo, ma ce ne possono essere tanti altri. Quando si ascolta una nostra canzone, non si trovano somiglianze con lo stile di un particolare artista: la nostra produzione scaturisce da un flusso, da un mix di diversi elementi che esprimiamo quando suoniamo”.

E cosa suonerete a Villa di Serio?
“Presenteremo brani tratti dal nostro nuovo disco, uscito lo scorso maggio, “Tennis d’amor”. Inoltre, proporremo canzoni precedenti, inediti e improvvisazioni”.

Come nascono le canzoni dei Camillas?
“Dipende. L’ispirazione può nascere in un momento qualsiasi, che poi si concretizza nel registrare e comporre un pezzo o a scrivere un libro. Ad esempio, dopo aver avuto un’idea, uno di noi la propone al gruppo e poi si lavora insieme oppure, spesso, può nascere durante le prove prima di un concerto suonando una determinata melodia. È stato così anche per una canzone del nostro ultimo album, intitolata “Atalanta”, composta mentre stavamo provando gli strumenti prima di un’esibizione a Bergamo lo scorso anno. L’abbiamo intitolata così proprio perché ci trovavamo a Bergamo, mentre a Busto Arstizio è nata “Busto”. A Villa di Serio la eseguiremo per la prima volta in terra Bergamasca con la batteria: possiamo dire che la riporteremo a casa”.

Tutte le canzoni nascono con questa immediatezza?
“Non sempre. Alcune vengono composte rapidamente, mentre altre in più tempo: abbiamo preparato il nostro ultimo disco in quattro mesi, invece quello precedente in un anno e mezzo. Dipende dalle proprie intenzioni e da come ci si sente in un determinato momento. Anche le canzoni cambiano sempre, ogni volta se ne ascolta una versione diversa: hanno una struttura musicale, ma sono aperte, il testo può subire variazioni. Allo stesso modo, la scaletta viene decisa ogni volta prima di un concerto ma può cambiare in base a come ci sentiamo, assumendo uno stile più acustico o punk. Sul palco serve molta concentrazione, un’attenzione basata sul piacere e sulla voglia di sperimentare, non sull’ansia da esame”.

L’improvvisazione è un talento naturale?
“Conta molto l’esercizio, che affina attitudini e caratteristiche personali. Inoltre, va considerato che suoniamo insieme da tempo e quindi abbiamo una forte intesa. Tenere tanti concerti, poi, è un vincolo di tempo che si trasforma nell’opportunità di sperimentare le canzoni direttamente sul palco”.

I Camillas hanno sempre molta empatia col pubblico: qual è il vostro segreto?
“Probabilmente il fatto che, quando ci esibiamo, siamo realmente lì: non c’è recitazione, ammiccamento o volontà di sedurre. Vogliamo divertirci e stare bene nel posto in cui ci troviamo: per farlo dobbiamo essere liberi, e anche in tv, quando abbiamo partecipato a Italia’s got talent 2015, è stato così. Non a caso siamo un gruppo indipendente e questo viene percepito dalle persone: con lo sguardo, con i movimenti e con le canzoni, il pubblico capisce che chi ha davanti sta facendo qualcosa che gli piace”.

E guardandosi attorno, oggi c’è libertà nel panorama musicale italiano?
“Dipende dai condizionamenti economici: più una struttura artistica diventa anche una struttura economica più subentrano vincoli che possono limitare la libertà. Per esempio, se una produzione è costata un milione di euro, ci sarà qualcuno che dovrà recuperare quella cifra, comportando compromessi”.

Cosa vi ha lasciato l’esperienza a Italia’s got talent 2015?
“La tv è un ambiente molto professionale e abbiamo imparato tante informazioni tecniche, molto importanti per realizzare quello che si vede da casa. Abbiamo scoperto che ci piace fare televisione: i tempi brevi ma intensi sono molto in sintonia con il nostro modo di operare. Chissà…”

Frank Matano, giurato della trasmissione, vi ha sostenuto sin da subito: vi siete conosciuti?
“Dopo le tre puntate cui abbiamo partecipato, ci siamo conosciuti a una festa nel suo paese e siamo diventati amici”.

E come è Luciana Littizzetto, altro giudice del programma?
“Fuori dalle telecamere è una persona molto dolce, anche con i concorrenti: è una sorta di zia, che rassicura e sorride”.

Fare tv vi ha cambiato?
“No. Certamente, la televisione è potentissima, una macchina incredibile di notorietà, ma noi siamo musicisti, abbiamo continuato e continuiamo a suonare: se dovessimo fare un nostro programma in tv, porteremo sul piccolo schermo la musica”.

Per concludere, quali sono i progetti per il prossimo futuro dei Camillas?
“Quest’estate abbiamo molti concerti in programma. Inoltre, più persone ci hanno contattato per suonare ai matrimoni, sempre con il nostro stile. Stiamo ultimando, poi, la preparazione di un disco con il cantautore Flavio Giurato, che dovrebbe uscire quest’inverno”.

E il sogno nel cassetto?
“Quando parliamo all’interno del gruppo, diciamo sempre che nel 2017 andremo a suonare all’estero. Ci piacerebbero molto, per esempio, Germania, Polonia, Irlanda e Giappone: sicuramente sarebbe una prospettiva molto interessante”.

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