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Caos alla Moschea, il Comitato musulmani: “Ci dissociamo dalle azioni illegali” fotogallery

Dopo il caos alla moschea di via Cenisio di venerdì, i responsabili del Comitato Musulmani di Bergamo si dissociano dagli atti illegali e commessi e richiama i fedeli alla calma e all'autocontrollo

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Dopo il caos alla moschea di via Cenisio di venerdì 22 luglio (LEGGI E GUARDA QUI), i responsabili del Comitato Musulmani di Bergamo si dissociano dagli atti illegali e commessi e richiama i fedeli alla calma e all’autocontrollo.

Ecco le loro dichiarazioni:

“In riferimento agli avvenimenti accaduti nella giornata di venerdì 22 luglio 2016 presso il luogo d culto islamico di Via Cenisio, il Comitato Musulmani di Bergamo vuole, con la presente , comunicare di dissociarsi completamente da qualsiasi atto illegale compiutosi contro beni e/o persone, nella giornata suindicata (come lo è stato anche nelle eventuali precedenti situazioni). Ribadiamo che il Comitato Musulmani di Bergamo ha sempre agito nel rispetto della legge come dimostrano questi sei mesi trascorsi dalla chiusura del centro, ed in cui il ruolo del Comitato è stato proprio quello di far mantenere la calma ai fedeli per non incorrere in azioni illegali nonché di ambire ad una soluzione pacifica del problema con l’ausilio delle autorità comunali.

Si rammenta inoltre come non appena il Comitato Musulmani di Bergamo ha percepito un preoccupante livello di rabbia dei fedeli, evidentemente esausti dalla poca disponibilità da parte del Centro Culturale Islamico di Bergamo ad arrivare ad una soluzione (anzi, tale Centro ha ulteriormente peggiorato la situazione ponendo una insegna che dichiarava la Moschea pagata dai fedeli come ASSOCIAZIONE PRIVATA), e d’altra parte pressati dal Comune mediante l’emanazione di ordinanza di divieto a pregare per strada, si sia subito provveduto a dare comunicazione via fax e email al comune, alla questura e al prefetto di Bergamo, di come il Comitato non si assuma nessuna responsabilità di qualsiasi fatto o detto illegale da parte dei fedeli. 

Invitiamo nuovamente i fedeli alla calma e all’autocontrollo, e chiediamo che da parte del comune e dell’associazione Al Waqf Al Islami, proprietario ufficiale della moschea di Bergamo, ci sia un minimo di considerazione nei confronti dei fedeli che meritano rispetto”. 

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