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Ubi verso il bancone: chiudono 14 filiali in Bergamasca, 50 esuberi

La delicata partita degli esuberi sarà oggetto di trattativa sindacale con un primo incontro in calendario per il 29 luglio.

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Quattordici sportelli legati a Ubi chiuderanno in provincia di Bergamo. Questo emerge da una nota inviata dalla banca ai sindacati. Nota che annuncia i passaggi previsti verso il bancone, vale a dire la fusione delle 7 realtà che oggi compongono Ubi e che avverrà tra il 15 novembre di quest’anno e il 15 aprile del 2017: Popolare di Bergamo, Banco di Brescia, Banca di Vallecamonica, Comindustria, Bre, Carime, Ancona.

La nascita della banca unica comporterà dunque, come annunciato e previsto, il taglio di alcune filiali: in un primo momento 88 in tutto a cui si aggiungono 9 mini-sportelli: 38 del Banco di Brescia, 16 della Banca di Vallecamonica, 14 di Comindustria, 12 della Popolare Bergamo (nessuno in Bergamasca), 5 di Carime e 3 della Bre. Tra questi appunto i 14 in terra orobica per un totale di 50 dipendenti circa.

Ma, tra la nascita del bancone e i progetti di ristrutturazione, il piano Ubi prevede la chiusura di 280 filiali e l’uscita di 2.750 dipendenti (da qui al 2020) con l’assunzione di 1.650 lavoratori.

La delicata partita degli esuberi sarà oggetto di trattativa sindacale con un primo incontro in calendario per il 29 luglio.

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