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“Meno costi e più attenzione alle persone: si può se il parcheggio passa all’ospedale”

Un'idea che il consigliere democratico Mario Barboni già sottopose un paio d'anni orsono all'allora assessore regionale alla sanità e che adesso propone al nuovo titolare, Giulio Gallera: "Il parcheggio dell'ospedale diventi di pertinenza dell'ospedale stesso".

Dopo la richiesta della Phb – la società a cui fa capo il parcheggio dell’ospedale di Bergamo – di una proroga decennale della convenzione per la gestione dell’area di sosta alla Trucca e dopo l’avvio di una trattativa da parte della Provincia che finora non sembra particolarmente intenzionata a rilanciare sul versante della soluzione alle problematiche sociali più volte emerse (carenza di posti per i disabili, assenza di posti per chi ha un congiunto in camera mortuaria, difficoltà a pagare per l’ubicazione delle macchinette, peraltro tutte all’aperto, assenza del frazionamento della tariffa…) il consigliere regionale bergamasco Mario Barboni avanza un’idea a suo modo rivoluzionaria, che andrebbe ad affrontare alla radice le questioni spinose.

Maruo Barboni, consigliere regionale del Pd

Un’idea che a dire il vero il consigliere democratico già sottopose un paio d’anni orsono all’allora assessore regionale alla sanità e che adesso propone al nuovo titolare, Giulio Gallera: “Il parcheggio dell’ospedale diventi di pertinenza dell’ospedale stesso”.

Cioè la Regione, con l’azienda ospedaliera (oggi Asst) diventino proprietarie dell’area che di fatto è parte integrante della struttura. “Non sarebbe poi così complicato, se c’è la volontà di tutti – spiega Mario Barboni -. Ci si siede a un tavolo, Pirellone, Ospedale e l’attuale proprietà, si decide per una perizia sul valore del parcheggio e si procede all’acquisto con un mutuo almeno ventennale”.

Sarebbe la soluzione ideale, spiega il consigliere che da anni fa parte della commissione sanità in Regione: “Potremmo abbassare le tariffe, dare risposte ai più deboli che frequentano l’ospedale, vuoi perché disabili, vuoi perché devono dare assistenza continua a un congiunto, vuoi perché in visita a un parente alla camera mortuaria. E poi magari per la gestione quotidiana potremmo avvalerci di persone con problemi offrendo un lavoro a chi difficilmente potrebbe trovarlo”.

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