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Treviglio, il sindaco Imeri: “Le famiglie non pagano, niente mensa per 320 bimbi”

"Nessun buonismo da parte del Comune ", ha incalzato il neo Primo cittadino di Treviglio per le famiglie che hanno un conto in sospeso con la società fornitrice di pasti. "Stesso criterio per scuolabus e palestra"

Giro di vite del sindaco Juri Imeri contro i furbetti della mensa scolastica. “Nessuna azione di pietismo e di buonismo da parte del Comune “, ha incalzato il primo cittadino di Treviglio, per le famiglie che hanno un conto in sospeso con Gemeaz, la società fornitrice di pasti alle mense scolastiche delle scuole elementari e medie del paese della Bassa.

E se la passata amministrazione aveva già cercato di arginare il fenomeno delle insolvenze con un emendamento ad hoc al regolamento, al quale ha seguito un rientro del debito per circa una decina di migliaia di euro, ecco che la Giunta di Imeri affonda definitivamente il colpo.

Il dato che emerge in seguito ad un confronto tra l’amministrazione comunale e la società Gemeaz, è quello per cui le insolvenze riguardano circa 320 dei circa 1.300 nuclei familiari che hanno richiesto l’iscrizione al servizio di fornitura dei pasti.

Troppi per il sindaco, che ha dichiarato: “Verrà trasmessa a queste famiglie una nota da parte del comune in cui viene riportato che, come da regolamento, la richiesta di iscrizione al servizio di refezione scolastica non sarà più accoglibile. Contestualmente, Gemeaz invierà la situazione debitoria della famiglia invitando a saldare il debito entro il 26 agosto in modo da poter fornire, entro la prima settimana di settembre, un elenco di chi non potrà usufruire del servizio mensa”. Per i trasgressori, un’azione di recupero crediti.

“Questo criterio – ha precisato Imeri – non si limita solo al discorso della mensa, ma vale anche per lo scuolabus e per la palestra così come per gli impianti sportivi e per le società sportive che, se non salderanno, non potranno allenarsi nelle strutture. Quindi, chiunque non sia in regola con il pagamento del servizio non potrà usufruire dello stesso servizio l’anno successivo”.

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