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Angeloni: “Per lo sviluppo serve una Pubblica Amministrazione semplice ed efficiente”

Giacomo Angeloni, assessore all’Innovazione del Comune di Bergamo, spiega perché uno dei freni allo sviluppo delle imprese nel nostro Paese è proprio l’eccesso o il cattivo funzionamento della burocrazia.

Bergamo si colloca al secondo posto tra le provincie manifatturiere più produttive d’Europa ed è dotata di importanti poli di ricerca e innovazione tecnologica.

Al centro di uno dei quattro motori produttivi dell’Europa, il comune di Bergamo ha adottato un piano di interventi per facilitare l’attività di impresa, puntando sulla digitalizzazione e sulla semplificazione.

“Quarant’anni di crescita, non senza errori o frenate, ma anche di tentativi di semplificare la macchina amministrativa e abbattere la burocrazia nemica delle imprese” commenta Giacomo Angeloni, assessore all’Innovazione del Comune di Bergamo. Infatti, uno dei freni allo sviluppo delle imprese nel nostro Paese è proprio l’eccesso o il cattivo funzionamento della burocrazia. La burocrazia costa alle PMI italiane 30 miliardi l’anno, il 2% del PIL.

“La pubblica amministrazione 2.0 è un’opportunità che va colta e sfruttata – afferma Angeloni -. L’innovazione quando passa attraverso le modalità di lavoro chiare e semplici trova la strada spianata, se non funziona è perché è stata progettata male». Sono tre i progetti degli ultimi due anni che possono cambiare il volto e la spesa della PA, rendendola più semplice ed efficiente: «La piattaforma SPID per l’identità digitale. Il nodo unico per i pagamenti, PagoPA. E il progetto di Anagrafe Estesa che dovrebbe decollare dopo l’estate”.

L’obiettivo è triplice: “Facilitare la vita delle aziende, attrarre investimenti, e rendere i territori più competitivi per alimentare il circolo virtuoso tra le condizioni per la nascita di nuove imprese innovative e la creazione di lavoro. Occorre una sinergia tra pubblico e privato”.

“La prima cosa su cui abbiamo investito è stata la connettività con il Wi-Fi diffuso in città, seguendo una logica di promozione e di servizio del territorio – prosegue Angeloni -. In poco più di un anno, quasi 94mila utenti hanno usato il servizio almeno una volta alla settimana». Gli ostacoli principali sono le risorse: «L’innovazione costa e per questo bisogna creare un ecosistema in grado di attrarre gli investimenti privati. La pubblica amministrazione deve collaborare il più possibile con il privato, mantenendo un ruolo di orientamento degli investimenti. Nel progetto di portare la fibra nei quartieri della città, il Comune ha svolto un ruolo di regia con gli operatori telefonici a fronte di un investimento di 22 milioni di euro”.

“Abbiamo lavorato molto all’interno perché il cambiamento potesse essere percepito anche fuori – spiega Angeloni -. Abbiamo corso tanto per recuperare ritardi e colmare buchi enormi sul campo: software che non dialogavano, cattiva integrazione dei sistemi, tutti sviluppati in regime di emergenza e spesso senza una programmazione organica e una visione di insieme, che hanno generato inefficienze e spreco di risorse economiche». A Bergamo, la metà degli accessi al sito del Comune riguarda il portale al cittadino e all’impresa. «Online – continua Angeloni – si fanno le iscrizioni agli asili nido, alle mense scolastiche, online le richieste di occupazione di suolo pubblico, tutte le istanze che riguardano i procedimenti edilizi e così via. Stiamo completando anche il servizio online per il pagamento delle multe per la violazione del codice della strada e stiamo miglioramento l’usabilità del portale del Comune, anche con la progettazione di app dedicate ai servizi”.

Il futuro delle anagrafi sono i certificati online.
“Ma se consideriamo che in un anno sono stati richiesti solo 1.600 certificati digitali a fronte di 380mila accessi fisici allo sportello – fa notare Angeloni – la strada da fare è ancora tanta. E per questo abbiamo inaugurato lo “Sportello più vicino” all’interno di un centro commerciale per interagire con l’anagrafe del Comune di Bergamo in modo semplice e rapido, favorendo un percorso di educazione digitale dell’utenza. Un servizio delocalizzato utile e importante, che è un altro esempio di collaborazione tra pubblico privato e che deve portare anche all’integrazione funzionale tra tutti gli uffici comunali, superando la logica a compartimenti stagni”.

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