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“I vaccini salvano la vita: i dottori che li sconsigliano rischiano la radiazione”

“I medici che sconsigliano i vaccini rischiano la radiazione”. Lo ha affermato la Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) presentando un documento sul tema.

“Sono già in corso e sono stati fatti procedimenti disciplinari per medici che sconsigliano i vaccini – ha spiegato il segretario Luigi Conte -. Si può arrivare anche alla radiazione”.

Esistono, però, anche delle eccezioni. “Solo in casi specifici, quali ad esempio alcuni stati di deficit immunitario, il medico può sconsigliare un intervento vaccinale”.

Per il resto dei casi, il documento approvato all’unanimità dal Consiglio nazionale della Fnomceo lo scorso 8 luglio (e presentato a Roma mercoledì 20 luglio) parla chiarissimo: “Il consiglio di non vaccinarsi nelle restanti condizioni, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica. E può essere punito anche con la radiazione”.

Si tratta di una presa di posizione contro l’attacco a questo presidio di salute pubblica, oggetto di diffidenza e paure crescenti anche fra i camici bianchi.

“I medici ricordano che secondo la Costituzione della Repubblica – si legge nel documento – la tutela della salute dell’individuo rappresenta un interesse della collettività. Tale imperativo costituzionale si attaglia ai vaccini che, proteggendo il singolo dalla possibile comparsa di gravi malattie, tutelano la comunità attraverso il cosiddetto effetto gregge, che si realizza quando una percentuale variabile tra l’85% e il 96%, a seconda della contagiosità della malattia, induce una riduzione fino alla cessazione della circolazione degli agenti patogeni”.

Per la Fnomceo, “questi concetti della medicina moderna, che hanno salvato centinaia di milioni di vite umane, non possono essere trascurati”.

Anzi, “è compito della professione ricordarli ai medici, ai decisori politici e ai cittadini tutti. Lo stato di salute della popolazione non è un dato definitivamente acquisito, ma deve essere continuamente presidiato e difeso e ciò vale per ogni attentato che si voglia portare all’efficienza del Servizio sanitario nazionale”, è il richiamo.

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