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Nadia: “Dopo di noi, una Legge per il futuro dei miei due figli disabili”

Nadia Alborghetti, madre di tre figli di cui due disabili, racconta a Bergamonews come ha vissuto l'approvazione della Legge "Dopo di noi" di cui è stata relatrice l'onorevole Elena Carnevali

“Finalmente una Legge che parla di noi, del futuro delle persone che hanno una disabilità”. Nadia Alborghetti, madre di tre figli, di cui due disabili, non nasconde la sua soddifazione. Una battaglia portata a termine con la legge “Dopo di Noi” di cui è stata relatrice l’onorevole Elena Carnevali.

Nadia racconta la preoccupazione delle famiglie come la sua che cercano di rendere autonomi e creare un futuro ai propri figli con disabilità.

“Non nascondo che sia difficile staccarsi da questi figli, ma il nido familiare purtroppo non può esserci per sempre e il futuro per una persona disabile è quasi sempre un istituto – spiega Nadia -. Per questo la Legge dell’onorevole Elena Carnevali è una conquista, un sollievo, un cambio di rotta. Si inizia a parlare di queste persone e del loro futuro”.

ELENA CARNEVALI: “IL DOPO SI COSTRUISCE SIN DA ORA”
“La legge sul “dopo di noi” si costruisce già oggi, “durante il noi”, con politiche di aiuto concreto e misure integrate che mettono la persona disabile al centro di un progetto individuale – spiega l’onorevole Elena Carnevali, relatrice della Legge -. L’obiettivo è quello di una progressiva presa in carico della persona con disabilità già durante l’esistenza in vita dei genitori e con il suo pieno coinvolgimento nelle scelte di vita”.

Su che cosa si basa questa Legge?

“La legge si muove su quattro linee guida: soluzioni abitative o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni della casa familiare; interventi per la permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte a eventuali situazioni di emergenza; forme innovative di residenzialità, come le soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, con sostegno al pagamento degli oneri di acquisto, locazione, ristrutturazione, e alle forme di mutuo aiuto; accrescimento di consapevolezza, abilitazione e sviluppo delle competenze per una gestione autonoma della vita quotidiana”.

Possiamo entrare nel dettaglio?

“Dopo di noi, è finanziata con 270 milioni, e introduce anche una serie di altre novità: l’introduzione dell’istituto giuridico del trust, per salvaguardare il patrimonio da utilizzare per il figlio; la cancellazione dell’imposta di successione e donazione per i genitori, ad esempio per la casa di proprietà; la riduzione di aliquote e franchigie e le esenzioni per l’imposta municipale sugli immobili; l’innalzamento dei parametri sulla deducibilità per le erogazioni liberali e le donazioni; la detraibilità delle spese per le polizze assicurative, con l’incremento da 530 a 750 euro della detraibilità dei premi per le assicurazioni sul rischio morte. Inoltre, l’istituzione presso il ministero del Lavoro del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, con una dotazione di 90 milioni di euro per quest’anno, 38,3 milioni per il 2017 e 56,1 milioni annui dal 2018 in poi”.

Come nasce questa Legge e perché ha deciso di battersi perché fosse approvata?

“Dopo di noi è una legge nata dal basso, dalle esperienze del territorio e che risponde alle richieste delle famiglie e alle esigenze di vita delle cittadine e dei cittadini disabili. Dopo una attesa di quasi 20 anni approviamo la legge per l’assistenza dei disabili gravi privi del sostegno familiare che pone fine alla grande disattenzione che c’è stata fino ad ora su questo tema. Questa legge è un tassello molto importante in materia di politiche per i disabili che il governo Renzi ha rimesso al centro della agenda di governo prevedendo anche specifici capitoli di bilancio.

Con questa legge, che dopo i pesanti tagli della destra stanzia più di 150 milioni di euro in tre anni, molte famiglie tornano ad avere un futuro. Mi piace anche ricordare la legge 328 voluta fortemente da Livia Turco e che rappresenta il punto di riferimento per questo intervento legislativo. È una pagina di buona politica ed è aderente alle indicazioni dell’art. 19 della Convenzione dell’Onu per le persone con disabilità e amplia gli spazi di partecipazione e democrazia.

La legge va nella direzione auspicata dal presidente Mattarella lo scorso 30 marzo in occasione della giornata della disabilità intellettiva quando affermò ‘un Paese più ricco è più ricco se percepisce le diversità come fattore di ricchezza; è più povero se comprime la libertà di alcuni limitando le loro possibilità’”.

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