BergamoNews.it - Quotidiano online di Bergamo e Provincia

Conti in rosso e poco traffico, Legambiente: “Brebemi va espropriata”

Legambiente: "Lo Stato si riprenda la Brebemi attraverso un esproprio per motivi di pubblica utilità". Ovvero: "Riempire l'autostrada. Sempre meglio nazionalizzare e avere l'autostrada piena che pagare lo stesso tutti i costi ed avere l'autostrada vuota".

“Lo Stato si riprenda la Brebemi attraverso un esproprio per motivi di pubblica utilità”. Ovvero: “Riempire l’autostrada”. Questo il parere del responsabile trasporti di Legambiente Lombardia Dario Ballotta, riportato in un articolo su Repubblica: “Gli azionisti verrebbero risarciti dando un valore alla loro concessione. Concessione che proprio perché la strada è semivuota vale molto poco. Ma meglio nazionalizzare e avere l’autostrada piena che pagare lo stesso tutti i costi ed avere l’autostrada vuota”.

La grande fuga da Brebemi, del resto, è in atto. Il Comune di Brescia, la Provincia di Bergamo e la Città metropolitana di Milano vorrebbero dismettere le quote della società Autostrade Lombarde spa, alla quale appartiene la Brescia-Bergamo-Milano. “Siamo stati il primo ente a chiedere di uscire dalla società – aveva affermato il presidente della Provincia di Bergamo, Matteo Rossi, a Bergamonews -. La Finanziaria dell’anno scorso impegnava gli enti ad uscire dalle partecipazioni non strategiche, e dopo la fase di startup e la realizzazione non ha senso che si tengano ancora risorse impegnate lì dentro. Con la dismissione delle azioni, la Provincia incasserebbe 5 milioni e 330mila euro necessari per la manutenzione delle strade, la realizzazione di scuole e di altre opere” (leggi qui).

Gli enti locali studiano una exit-strategy, dunque. Ma non solo loro. Pure l’azionista di maggioranza di Autostrade Lombarde Spa (al 42,4%), cioè Intesa San Paolo, starebbe valutando il suo disimpegno a partire dal 2017. E di compratori, al momento, non ce ne sono.

L’ultimo bilancio di Brebemi spa segnala un rosso da 68 milioni di euro. Sullo stato di salute dell’autostrada A35, la prima realizzata in Italia in project financing con capitale interamente privato, gravano alcuni, pesanti, errori di valutazione. Le prime stime di traffico indicavano in 60-80mila i passaggi giornalieri, mentre secondo fonti Aiscat sui 62 chilometri dell’autostrada viaggiano 15-20mila mezzi al massimo. E il costo del pedaggio – quasi il doppio rispetto a quello della parallela A4 – non invoglia certo gli automobilisti.

Inoltre, quando era stata pensata, la A35 doveva costare 800 milioni di euro. Ebbene, il conto si è rivelato decisamente più salato: 2,439 miliardi di euro.

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.